6 dicembre 2019
Aggiornato 21:00
robotica e digitale

Dal MIUR 80 milioni alle scuole per le competenze digitali

Le scuole italiane potranno realizzare dei percorsi volti allo sviluppo delle logiche computazionalil, robotica e cittadinanza digitale

Dal MIUR 80 milioni alle scuole per le competenze digitali
Dal MIUR 80 milioni alle scuole per le competenze digitali Shutterstock

ROMA - Pensiero computazionale, per sviluppare la capacità di analizzare e risolvere problemi e per apprendere le basi della programmazione. Percorsi di ‘cittadinanza digitale’ per un uso consapevole dei media, della Rete e dei dati, e per avere gli strumenti per valutare la qualità, l'integrità e la veridicità delle informazioni. Apprendimento pratico attraverso esperienze e obiettivi concreti, anche in sinergia con progetti di robotica educativa e artigianato digitale.  Sono queste alcune delle iniziative che potranno essere realizzate dalle scuole italiane grazie agli 80 milioni del PON stanziati per lo sviluppo delle competenze digitali fra le ragazze e i ragazzi e per la didattica innovativa.

Competenze digitali: stanziati 80 milioni
L’obiettivo è creare una generazione di nativi digitali che siano pronti ad affrontare le sfide del futuro, in vista di un’economia sempre più tecnologica. Un dato emerso al World Economic Forum parla chiaro: il 65% dei bambini che iniziano ad andare a scuola in questi anni, quando termineranno il ciclo di studi, faranno un lavoro che ora non esiste. Il compito della scuola è quindi quello di iniziare i ragazzi a sviluppare competenze che torneranno loro utili per le professioni future. Secondo l’analisi di InTribe – società italiana che incrocia Big Data e tendenze sociali - da qui al 2025 si creeranno 9,3 milioni di posti di lavoro, occupati da profili completamente nuovi. «Le competenze digitali sono parte integrante dell’alfabetizzazione del nostro tempo, sono fondamentali per la costruzione di una cittadinanza piena, attiva e informata e per lo sviluppo sostenibile del nostro Paese, per superare il disallineamento tra sistema educativo e domanda della società», ha dichiaro la Ministra Valeria Fedeli.

Quali progetti presentare
I progetti proposti dalle scuole dovranno avere al centro, in particolare, due aree: lo sviluppo del pensiero logico e computazionale e della creatività digitale e lo sviluppo delle competenze di «cittadinanza digitale». Per quanto riguarda la prima area le iniziative proposte dovranno porre particolare attenzione all’interazione creativa tra digitale e manuale, anche attraverso esperienze di making, robotica educativa e Internet delle cose, e al coding. Sul fronte della cittadinanza digitale, le proposte dovranno concentrarsi soprattutto su: educazione all’uso positivo e consapevole dei media e della Rete, anche per il contrasto all’utilizzo di linguaggi violenti e alla diffusione del cyberbullismo, alle discriminazioni; educazione alla valutazione della qualità e dell’integrità delle informazioni, alla lettura, scrittura e collaborazione in ambienti digitali; educazione all’uso dei nuovi linguaggi del digitale.

Come caricare i progetti
l Piano Nazionale Scuola Digitale, continua Fedeli, rappresenta uno dei tasselli più importanti e stimolanti dell’attuazione della Buona Scuola e ha generato grande interesse e partecipazione da parte del personale. A partire dagli animatori e dai team per il digitale. Le scuole potranno caricare i propri progetti per ottenere i finanziamenti sul sito dedicato dal 20 marzo al 5 maggio.