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Nove strategie per essere più produttivi a lavoro

Essere produttivi nella propria attività è tutta una questione di saper prendere la decisione giusta e metterla in atto con provvedimenti efficaci

Nove strategie per essere più produttivi a lavoro
Nove strategie per essere più produttivi a lavoro ()

MILANO - Pensate ai personaggi di maggior successo di questi tempi. Pensate a uomini come Steve Jobs, padre di Apple, e dopo di lui Marck Zuckerberg che ha cambiato completamente le nostre abitudini sociali con il lancio di Facebook. O a uomini di potere come l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Cosa accomuna questi personaggi oltre all’aver compiuto opere importanti per lo sviluppo internazionale? Secondo alcuni studi, anche il loro modo di vestire.

Aumentare la produttività
Sembra pazzesco, ma avrebbe un senso. Anche qualcosa di apparentemente banale come la scelta dell’abbigliamento testimonia capacità mentali per affrontare meglio le decisioni più importanti. Evitando scelte eccessivamente vistose nel suo guardaroba, Obama cerca di minimizzare la sua decisione assumendosi comunque un carico di lavoro, che a sua volta gli permetterà di raggiungere gli obiettivi prefissati Si tratta di una strategia interessante, che ci ha interrogato su quali simili stratagemmi i lavoratori di oggi potrebbero adottare per essere più produttivi nel proprio lavoro. In un momento critico, in cui la crescita della produttività nei paesi sviluppati genera una spirale discendente apparentemente continua. Secondo lo studio effettuato Jabra e da «Louise Harder Fischer PhD. Fellow, IT-University of Copenhagen External Associate Professor, CBS e External Research Partner», ci sarebbero modi precisi per sbloccare il potenziale produttivo del proprio business.

Concentrazione
Quando si fa impresa la produttività inizia nel trasformare i dati in conoscenza, atto che richiede che si concentrino attenzione ed energie sul compito a cui stiamo lavorando. Questo è spesso più facile a dirsi che a farsi. I nostri uffici - anche quelli in ambienti domestici - sono soggetti a interruzioni, rumori, e a quelle distrazioni che ci possono impedire di soddisfare anche i compiti più semplici della nostra to do list. Possiamo, però, entrare in modalità privacy:

1) Richiesta di Privacy.  Non dare per scontato che la gente sappia che sei occupato o che hai bisogno di essere concentrato; diglielo. Verrai raramente interrotto se i tuoi colleghi capiranno veramente che sei sotto pressione.

2) Fallo anche in modalità tecnologica. Avendo a disposizione i giusti strumenti, puoi informare i tuoi colleghi che sei impegnato semplicemente attivando l’indicatore delle tue cuffie Jabra Evolve UC nella modalità «do not disturb» o attivando la risposta automatica.

3) Tratta il telefono come una «patata bollente». Non sentirti in dovere di rispondere sempre a un telefono che squilla quando sei occupato. Lascia che chi sta chiamando registri un messaggio e affronta il problema quando avrai finito quello che stai facendo.

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Collaborazione
Una volta che abbiamo trasformato i dati in «conoscenza», abbiamo bisogno di agire su di essi. Si tratta di collaborare con colleghi, partner commerciali, fornitori e altri. Purtroppo, molti di noi istintivamente cercano di raggiungere questo obiettivo attraverso la semplice convocazione di un incontro, quando in realtà la collaborazione produttiva richiede un approccio più sofisticato.

Ecco tre suggerimenti per migliorare le modalità della collaborazione:

4) Rifletti prima di schiacciare il pulsante "impostare una riunione". La richiesta di collaborazione non richiede sempre un incontro. Chiediti prima: «Questo problema ha assolutamente bisogno di una riunione?» Potreste intuire che è possibile raggiungere l’obiettivo con un paio di telefonate o di email.
    
5) Considera il detto "più siamo meglio è" per le feste. In questo caso la domanda è «quali persone devono assolutamente essere presenti all’incontro?» Invita solo coloro la cui presenza è fondamentale per risolvere la questione in oggetto.
    
6) Comunica aspettative chiare. Nell’invitare alla riunione spiega chiaramente il motivo per cui stai richiedendo l'incontro, perché è necessaria la presenza dei partecipanti cui ti rivolgi e ciò che si intende realizzare. Poni anche l’opzione di far decidere di non partecipare coloro che pensano di non poter contribuire.

Decisione
Il processo decisionale in un ambiente collaborativo sta tutto nell’assemblare le persone giuste con il corretto mix di conoscenze e di esperienze. Per arrivare, per l’appunto, alla migliore decisione possibile. Interi libri sono stati scritti sull'arte di «prendere buone decisioni», ma qui ti forniamo tre semplici suggerimenti, facilmente applicabili:

7) Incoraggia le pluralità di opinioni. I leader devono incoraggiare i membri del team a esprimere la diversità di punti di vista, in modo rispettoso, ma nel segno del «dissenso di principio» e devono essere pronti a utilizzare un approccio in stile "avvocato del diavolo" in sede di esame di ogni opzione che si sta studiando.
    
8) Rimani concentrato sul problema. Il processo decisionale si inceppa quando il team diventa distratto e perde di vista il problema, cosa che si verifica spesso. È necessario, quando si delibera, essere concentrati esclusivamente sul tema in oggetto e ri-orientare il confronto se questo inizia a deviare il proprio corso.
    
9) Tieni la bocca chiusa e le orecchie aperte. I suggerimenti da parte di ogni partecipante alla riunione sono fondamentali per valutare la questione da tutti i punti di vista e prendere una decisione ottimale. I leader dovrebbero dedicare all’ascolto almeno l’80% del loro tempo nella riunione, e appena il 20% ai loro interventi.

Sicuramente le nostre mansioni sono diverse da quelle del presidente degli Stati Uniti, possiamo però apprendere da lui una importante lezione nella ricerca di nuovi modi per aumentare la nostra produttività. E per capire se sei davvero produttivo qui il test che Jabra ha elaborato per scoprirlo!