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Capello (LVenture): «Soddisfatti del 2016, ma serve una politica organica d'intervento»

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Luigi Capello, CEO di LVenture Group per capire cosa potrebbe accadere durante l'anno appena iniziato, quali sono i trend e i passi ancora da compiere

Luigi Capello
Luigi Capello (Facebook)

ROMA - I buoni presupposti ci sono tutti: dalle nuove misure governative - come il Piano Industria 4.0 e la nuova Legge di Bilancio - alla fiducia, oramai cresciuta, in seno agli investitori; dalle aziende che cominciano a spingersi maggiormente in un’ottica di Open Innovation a una collaborazione più stretta tra le Università italiane. Il 2017 potrebbe essere l’anno della svolta quanto a startup e innovazione digitale e tecnologica. Una strada tutta in salita per un Paese conservatore come il nostro, ma che potrebbe spianarsi proprio nei prossimi mesi. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Luigi Capello, CEO di LVenture Group e a capo di uno degli acceleratori di impresa più importanti d’Europa, Luiss Enlabs, a Roma. Un anno importante per il gruppo LVenture che ha chiuso il 2016 con oltre 8 milioni di investimenti e l’etichetta di Kpmg e CB Insight che l’hanno decretato tra i principali operatori di venture capital in Europa.

Il 2016 si è chiuso con 8 milioni di euro raccolti complessivamente dalle startup. Quali sono state le soddisfazioni migliori?
Il 2016 è stato per LVenture Group e per le startup in portfolio un anno di grandi risultati e soddisfazioni in tutti gli ambiti, che non sarebbero stati raggiungibili senza un duro lavoro e un costante impegno, da parte del nostro team e delle startup in portfolio, motivato dalla voglia di credere in quello che facciamo e nel suo valore per l’Italia. Sicuramente l’exit di Netlex ha rappresentato una grande soddisfazione visto che rappresenta l’obiettivo principale e il coronamento del percorso iniziato al momento dell’investimento per chi come noi investe in nuove imprese ad alto potenziale di crescita. Nondimeno il round da più di 1,8 milioni di dollari chiuso da CoContest ha significato molto per noi, soprattutto perché ha visto coinvolti fondi provenienti dalla Silicon Valley, tra cui Draper Associates che ha investito un 1 milione di dollari. In totale, durante l’anno le nostre startup hanno raccolto circa 8 milioni di euro, incluse le 4 operazioni chiuse a fine 2016 tra cui un round da 700k per Remoria VR, che è riuscita a chiudere questo importante round in pochissime settimane dal termine del programma di accelerazione Quest’anno ha inoltre visto l’aumento di capitale di LVenture Group e il traferimento nella nostra nuova sede, uno spazio di 5000mq nel cuore di Roma dove continuare a crescere.

C'è chi dice che il 2017 sarà l'anno della svolta, dove gli investimenti si faranno sempre più consistenti e verso l'innovazione. La pensa anche lei così? Cosa si aspetta dal 2017?
Sicuramente le premesse per l’anno appena iniziate sono ottime: oltre alle normative introdotte dal governo, è fondamentale anche il crescente coinvolgimento nel settore da parte di importanti gruppi industriali. Uno tra tutti: Cassa Depositi e Prestiti. Entro il 2020, la Cassa intende mobilitare 117 miliardi di euro a favore delle imprese tra cui le startup, consolidando il proprio ruolo di primario operatore italiano di investimenti di venture capital con uno specifico focus sull’innovazione. Possiamo prevedere, su queste basi, un 2017 in cui cresceranno le dimensioni e la quantità degli investimenti nel settore, mantenendo il trend positivo già in atto.

Sulla base delle evoluzioni di oggi quali sono i trend che avranno maggior rilievo nel 2017 a livello di mercato e di innovazione?
Tra i trend del momento, due sono quelli che si prevede possano trovare un terreno particolarmente fertile in Italia viste le caratteristiche tradizionali del tessuto produttivo nostro paese: l’Industria 4.0 (lato nostro: Android Factory 4.0 con Google) e il FoodTech (lato nostro: partner di Startupbootcamp FoodTech). L’Industria 4.0 si divide in diversi segmenti, tra questi ad esempio la cybersecurity, che some dimostrano casi di attualità è sempre più rilevante. Anche in questo ci stiamo già muovendo, stiamo portando avanti «Security Challenge», programma verticale con Cisco, Infocert e NTT DATA. Fondamentale anche il settore dell’AI e machine learning, tecnologie che saranno sempre più utilizzate per migliorare l’esperienza del consumatore durante il processo d’acquisto e creare nuove opportunità di marketing per i brand.

Anche il Governo sta finalmente capendo che deve seguire la leva del digitale e investire in innovazione. Lo dimostrano il Piano Industria 4.0 e l'estensione del crowdfunding alle PMI. Se dovesse incentivare la formulazione di una legge quale sarebbe? Di quale normativa avrebbe più bisogno il nostro Paese oggi?
Sicuramente lo sforzo normativo è molto apprezzato, ma oltre a questo serve ora anche una politica organica di intervento, mirata a coadiuvare normative, risorse e strutture esistenti. Questo tipo di intervento deve essere portato avanti da esperti del settore in grado di comprenderne a pieno le necessità di diverso genere. Un esempio da seguire in questo ambito è sicuramente la Francia, dove dal 2012 il governo ha lanciato il programma La France Tech, che, oltre ad includere un programma di finanziamento per le startup innovative, racchiude diverse iniziative volte a coordinare le attività dei diversi stakeholder dell’ecosistema dell’innovazione locale.