22 febbraio 2019
Aggiornato 09:30
verso il futuro globale

Vince Donald Trump, le 5 sfide tech che dovrà affrontare il nuovo presidente

Donald Trump vince le Presidenziali USA e diventa il 45esimo presidente degli Stati Uniti d'America. La rivista Science ha stilato alcune importanti sfide che il nuovo candidato drovrà affrontare nei prossimi anni

Donald Trump
Donald Trump

WASHINGTON - Donald Trump è il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. Trump diventa presidente in uno dei momenti più difficili per il mondo intero, dove l’intera popolazione si trova a dover affrontare numerose sfide sociali, demografiche, scientifiche e tecnologiche. L’intero globo sta cambiando, anche grazie all’accelerata digitale che - se da una parte porta vantaggi - dall’altra crea crepe prima etiche poi normative piuttosto importanti. La rivista Science, in occasione delle elezioni, ha redatto una lista con 6 questioni che il presidente americano si troverà ad affrontare nei prossimi 4 anni.

Lo sviluppo delle biotecnologie
Pensate alla scoperta di Crispr, la tecnica di editing genomico che rende semplice, veloce ed economico, come mai nel passato, la possibilità di alterare il Dna di qualunque organismo, dai batteri agli esseri umani. Una scoperta al limite dell’etica. Sì, perché, se da una parte, promette, ad esempio, lo sviluppo di nuovi trattamenti per le malattie genetiche (a partire dal cancro) o la produzione di colture sempre più resistenti ai pesticidi, dall’altra pone dei quesiti piuttosto importanti. Ad esempio, avrà un ruolo determinante nei cambiamenti che si manifesteranno nelle nuove generazioni. Ancora più controversa è la possibilità di usare la tecnica per far nascere bambini che saranno privi di difetti genetici.

L’inquinamento atmosferico
L’aumento della temperatura, lo scioglimento dei ghiacciai e l’aumento degli oceani. Sono solo alcune delle sfide del prossimo decennio legate al nostro ambiente. Niente di nuovo, lo sappiamo, ma mai come ora urgente. L’accordo di Parigi entrato in vigore negli ultimi giorni è considerato, infatti, davvero decisivo per il futuro della Terra. Scioglimento delle calotte polari significa innalzamento dei mari, con conseguente rischio per tutte le zone costiere. Un grande sfida che Trump dovrà affrontare, soprattutto se consideriamo che il 40 per cento della popolazione statunitense vive nei pressi di zone costiere, per non parlare delle infrastrutture coinvolte. Le decisioni politiche che Trump dovrà affrontare riguardano soprattutto la volontà e la capacità politica di incidere a livello internazionale negli accordi sulla riduzione dell’emissione globale di gas serra.

Prevenire le epidemie
Virus, batteri e parassiti potrebbero evolversi molto più velocemente rispetto i rimedi per combatterli e questo significa l’insorgere di nuove malattie con agenti patogeni capaci di riprodursi velocemente e attaccare gli organismi ospiti. Tali processi aumentano la possibilità di resistenza agli antibiotici, con rischi maggiori di pandemie planetarie. Pensiamo ad esempio all’Ebola e allo Zika, epidemie del nuovo millennio in grado di mettere in ginocchio migliaia di persone. Trump dovrà avere un ruolo primario nel decidere come affrontare eventuali crisi di epidemie a livello internazionale.

Controllare le macchine
Il prossimo futuro parla di macchine intelligenti, auto senza conducente e un avanzamento esponenziale della tecnologia, ormai padrona di un futuro dove (forse) le macchine sostituiranno l’uomo. Dal mondo del lavoro, ai software per operare sul mercato borsistico, dagli automi che ci prepareranno il caffè alla mattina al frigorifero in grado di comunicarci la lista della spesa. Progressi tecnologici che lasciano, tuttavia, lacune di tipo etico e normativo. Di chi è la responsabilità in caso di incidente effettuato da una macchina senza conducente? Cosa succede se i robot prenderanno il posto dei nostri compagni di vita, diventando sempre più umanoidi e capaci di interagire con noi? Il compito del nuovo presidente degli USA sarà proprio quello di chiarire velocemente le regole e le norme sull’intelligenza artificiale da cui dipendono in maniera crescente l’economia e la sicurezza nazionale. Il nuovo presidente degli Stati Uniti dovrà anche decidere se implementare gli investimenti in ricerca nel settore, attualmente pari a circa un miliardo di dollari all’anno.

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Le malattie neurodegenerative
Una delle sfide più importanti che Trump dovrà affrontare sarà legata all’invecchiamento generale della popolazione, in modo particolare legato alla galoppata delle malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer o il morbo di Parkinson. Malattie che hanno un’altissima ricaduta economica e sociale sulle famiglie e sullo Stato. Secondo la rivista Science, nel 2030 potrebbero essere 76 milioni di nuovi casi di malati di Alzheimer. Al prossimo presidente degli Stati Uniti, Science chiede un piano di aumento della spesa per l’assistenza alle persone anziane che soffrono di malattie celebrali. La prossima amministrazione dovrà anche stabilire come far evolvere la Brain Initiative, il piano di ricerca di durata decennale annunciato da Obama nel 2013 che ha l’ambizione di capire in profondità il funzionamento della mente umana e su cui fino a questo momento le agenzie federali statunitensi hanno speso  più di 750 milioni di dollari.

La Cyber Security
Maggiori tecnologie, maggiori rischi, soprattutto legati agli attacchi cyber. A livello mondiale, nel 2015 l’industria della cyber security ha sfiorato un giro di affari di oltre 75 miliardi di dollari e per il 2020 se ne prevede il rad- doppio. Una delle più famose compagnie di assicurazioni, la londinese Lloyds, ha stimato i danni causati da attacchi informatici in circa 450 miliardi di dollari all’anno, somma che include sia i ‘crash di sistema’ che i costi di ripristino. Gli investimenti nella cyber security sono inevitabilmente destinati a crescere, pena il blocco delle attività delle aziende, la sicurezzanazionale dei Paesi e, di conseguenza, gli equilibri geopolitici. A Donald Trump sarà chiesto, infatti, di decidere quanti e quali finanziamenti effettuare per combattere una delle minacce più «deep» del nostro millennio.