27 settembre 2021
Aggiornato 09:30
artisti artificiali

Google Magenta, il primo brano musicale prodotto dall'intelligenza artificiale

Il brano musicale dura solo 90 secondi. E' stato prodotto da Google nell'ambito di Magenta, progetto con cui Big G vuole insegnare la creatività all’intelligenza artificiale. Che ne sarà dei nostri artisti?

ROMA - Cosa succederebbe se l’intelligenza artificiale fosse in grado di scrivere dei testi, realizzare dei dipinti o, ancora, produrre musica? Probabilmente se lo sono chiesto in tanti, credendo che l’eventualità di produrre progetti legati l’estro e alla creatività dell’uomo, fosse un concetto troppo futuristico. Invece è accaduto davvero. Sì, che una macchina abbia composto un brano musicale.

La prima melodia di Magenta
Dura solo 90 secondi, ma è un brano musicale a tutti gli effetti, originale e ha pure il suo fascino. Un fascino del tutto nuovo, considerando che è stato realizzato da un algoritmo. Si tratta della melodia nata da Magenta, progetto con cui Google vuole insegnare la creatività all’intelligenza artificiale. Una composizione musicale prodotta da una macchina che, di fatto, lascia poco spazio all’estro del compositore, ma costituisce un importante passo in direzione dello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il primo tassello di un disegno vasto che dovrebbe condurre il software di Google verso creazioni artistiche sempre più complesse. Obiettivo? Studiare approfonditamente le reti neurali umane e la loro replica in modo simulato, di modo da mettere a punto computer sempre più versatili e sempre più prossimi alla simulazione dei processi cognitivi.

L’intelligenza artificiale crea arte
Il dibattito sull’intelligenza artificiale rappresenta uno dei cardini più importanti in quello che è il processo evolutivo dell’essere umano. L’obiettivo di Magenta, in quest’ottica, è quello di creare software sempre più elaborati e dotati di una componente artistica scambiabile facilmente per creatività umana. Un concetto che potrebbe far rivoltare nella tomba numerosi artisti divenuti famosi e ricordati nel tempo proprio grazie al loro imparagonabile talento. Non è la prima volta che Google raggiunge risultati così straordinari. Nel campo della pittura Google ha insegnato alla macchina come creare opere d’arte partendo da fotografie e il computer ha, di fatto, dato vita a una serie di quadri recentemente venduti all’asta di San Francisco. Ancora molti, invece, i passi da fare nel campo della letteratura: i primi cyber-componimenti scritti dai neuroni di Big G sono poesie intrise di malinconia ma dal dubbio valore letterario. La strada resta indubbiamente aperta, ma i dubbi restano dietro l’angolo. Che ne sarà degli artisti che hanno fatto la storia dell’umanità?