25 settembre 2021
Aggiornato 14:30
in bar e aeroporti

Smartworking, più flessibilità ma si lavora 15 ore in più

Ogni luogo è ottimo per lavorare perché l'ufficio è diventato Internet. Secondo una ricerca di Regus gli smartworker lavorano 15 ore in più alla settimana e hanno un solo giorno libero, ovvero la domenica

ROMA - Siamo nell’era dello smartworking. Con l’avvento delle tecnologie e la connessione (meglio a banda larga) disponibile in ogni luogo, possiamo lavorare sul treno, sulla panchina del parco sotto casa o seduti al tavolino di un bar, davanti a un caffè. L’ufficio è diventato ormai un optional anche per le aziende che consentono sempre più ai loro dipendenti di lavorare fuori dalle mura aziendali (e anche domestiche). Tendenza che si conferma anche nel mondo degli startupper dove le 8 ore canoniche di lavoro sono finite ormai nel dimenticato.

Benvenuti nell’era del lavoro agile e flessibile, quello dominato da Internet, dove c’è una sola regola - oltre ad a quella di aver un pc di ultima generazione - ovvero quella della reperibilità continua dove il dipendente si autogestisce sì, ma lavora anche di più. Risponde alle mail dopo cena, chiude le pratiche prima di andare a dormire, resta ore davanti al pc anche sotto l’ombrellone. Una tendenza che è stata studiata e analizzata sulla base dei dati raccolti dalla ricerca «Global Business Survey» di Regus. Il principale fornitore globale di uffici flessibili e spazi di coworking. Il panel internazionale di riferimento riguarda imprese e clienti con 44 mila interviste in 105 paesi, svolte nel 2015.

Lo smartworking in Italia
Prendiamo in considerazione il nostro Paese che non si può certo dire all’avanguardia, ma che sta lentamente cominciando a fare i suoi passi anche verso la digitalizzazione. Secondo la ricerca il 21% degli intervistati ha dichiarato di lavorare 15 ore in più alla settimana. I vantaggi sono molti: il lavoro è più gestibile, così come le relazioni con i clienti e i fornitori. Il punto è che ogni luogo è buono per lavorare perché il «luogo di lavoro» non è più l’ufficio, ma Internet. E questo significa meno tempo libero da dedicare ai propri hobby o alla propria sfera sentimentale privata. Altri dati della ricerca danno poi il lunedì come il giorno lavorativo più lungo, con il 14% degli intervistati che lavora oltre le 8 ore. Dalla ricerca emerge che lavoratori «agili» del terzo millennio alla fine godono di un solo giorno di riposo. La domenica. Perché anche il sabato, per assurdo, risulta essere il secondo giorno più impegnativo della settimana per il 12% degli smartworker.

I luoghi dove si lavora
Sono i bar e caffè i luoghi in cui si lavora di più. Secondo la ricerca il 53% degli italiani controlla velocemente email e messaggi proprio seduti al tavolino di un bar, ma solo il 30% risponde subito a quelli ricevuti. Al secondo posto ci sono i viaggi sui mezzi pubblici, luogo ideale per controllare la posta elettronica per il 50% degli italiani. Bar e luoghi pubblici servono quindi per tenersi aggiornati e per controllare, ma non per svolgere effettivamente l’attività lavorativa. Meglio la business lounge degli aeroporti, ideale per il 35% degli italiani. La business lounge sarebbe un luogo ideale per effettuare telefonate e conference call in tranquillità senza essere disturbati da rumori di sottofondo e mantenendo la giusta privacy. Insomma, quando si parla di smartworking non si può certo dire che ci sia la crisi. Anzi, lavoriamo di più, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, a discapito dei nostri rapporti sociali che, alla fine, restano per la maggior parte dei casi, quelli puramente lavorativi.