30 settembre 2020
Aggiornato 05:30
Dal best-seller

Chi è il vero creativo e l'imprenditore di successo

Il profilo del creativo secondo Adam Grant che dopo diverse ricerche e studi ha prodotto un best seller che a New York ha già fatto grandissimo successo.

NEW YORK - Sono gli originali a cambiare il mondo, quellI pazzi, quelli creativi e non convenzionali: la cosiddetta mosca bianca. Un popolo che emerge con l’innovazione e la digitalizzazione del sistema, tanto che Adam Grant, il più giovane professore della Wharton University of Pennsylvania, gli ha dedicato un libro «Originals: How Non-Conformists Move the World».

Chi è il vero creativo
Il volume altro non è che un insieme di studi, esperienze e best practices dedicato alle persone che vogliono emergere dalla massa e costruire un impero, coloro che «si chiedono come innovare un’azienda da dentro o come combattere il conformismo delle idee, il pensiero unico e come riconoscere quando si ha tra le mani un’idea originale e di valore». Ma chi c’è dietro la persona creativa, quella che ha ampio margine e possibilità di crescere e costruire una vita colma di successi professionali e personali?

Valori morali forti e genitori che li lasciano agire
I bambini che diventeranno dei futuri geni, secondo Grant, sono stati educati con valori morali molto forti legati, però, a un ampio margine di azione. Dialogo, eccellenza come valore e, soprattutto, attenzione alle conseguenze delle proprie azioni sugli altri. Sono queste le basi per un uomo di successo, abituato, in ogni caso, a sviluppare autonomamente e in grande libertà l’espressione di tali valori. A differenza di chi consiglia di esporre i bambini a più stimoli possibili per sviluppare la loro creatività – un altro dei «miti» del successo – Grant sostiene che ci debba essere un giusto equilibrio. Il vero successo, infatti, è capire di essere veramente bravi in qualcosa e saperlo scegliere per poterlo poi un giorno innovare. Niente attività alla rinfusa e stimoli a destra e a manca: importante è educare il figlio a scegliere ciò che è veramente giusto.

Mai lasciare il proprio lavoro
Niente imitazioni, soprattutto se prendono in considerazione i miti del business mondiale. Secondo Grant gli «originals» devono pensare a ciò che è meglio per loro senza doversi per forza comparare ai big come Steve Jobs. Le scelte devono essere ponderate, mai buttarsi a capofitto in un progetto e, soprattutto, mai fare la pazzia di lasciare tutto, come capita molto spesso ad alcuni imprenditori. «Chi comincia in questo modo e continua il suo lavoro - sostiene Grant - ha il 33% di possibilità in meno di fallire rispetto a chi si licenzia per fondare un’azienda». E’ chiaro che avere un sostegno economico a fine mese facilita la costruzione di un progetto con possibilità di sbaglio: se una startup comincia per hobby è più facile cambiare idea se quella primordiale non ha funzionato.

Darsi del tempo
La fretta è una cattiva consigliera e le persone creative lo sanno bene: mai procrastinare. Secondo Grant - che fa leva su alcune ricerche - cominciare un progetto subito e finirlo in fretta porta a idee poco originali. Mettendoci più tempo, invece, si ha la possibilità di sfruttare meglio il pensiero laterale e fare connessioni tra le idee. E poi sfatiamo un mito: essere i primi, ormai, è out. I secondi e i terzi, infatti, per conquistare il mercato devono darsi da fare e alla fine finiranno per fare un prodotto migliore e avere più possibilità di successo. Chi vorrebbe essere più creativo, quindi, deve imparare a procrastinare e vincere la tentazione di fare sempre la prima mossa. Per quanto riguarda le idee, invece, per distinguere ciò che è originale da ciò che non lo è, consiglia Grant, meglio chiedere a chi vi sta intorno e collabora con voi: conosce il contesto, ha interesse in nuove possibilità di successo e perciò saprà dirvi perché un’idea è forte o è da buttare.