19 novembre 2019
Aggiornato 20:30

Clima: 100 milioni di persone a rischio senza barriere coralline

Presentato a Conferenza mondiale sull'Oceano in Indonesia

MANADO - Oltre 100 milioni di persone nel sud est asiatico rischiano di non avere più mezzi di sussistenza a causa delle conseguenze dei cambiamenti climatici sulle barriere coralline. E' l'allarme lanciato dagli esperti che partecipano alla prima conferenza mondiale sull'Oceano, in corso a Manado in Indonesia.

Secondo uno studio presentato dal Wwf nel corso del summit, cui partecipano oltre 1.500 studiosi (rappresentanti di 70 Paesi, dell'Onu, di Ong e dei mass media), occorrono interventi urgenti per proteggere le diversità biologiche presenti sulle barriere coralline in Indonesia, Malaysia, Papua Nuova Guinea, Filippine, Isole Solomon e Timor Est.

Nel cosiddetto «triangolo corallino», per ricchezza naturale simile all'Amazzonia, vive la più grande concentrazione di biodiversità marine con il 75% delle scogliere di corallo del mondo. Una patrimonio naturale che arriva a generare oltre 3 miliardi di dollari all'anno, aiuta a proteggere le coste e assicura cibo a milioni di persone.

Secondo il professor Hoegh-Guldberg, responsabile dello studio «negli ultimi 40 anni è andato distrutto il 40% delle barriere coralline e delle mangrovie - probabilmente si tratta di una sottovalutazione - ed è stato registrato un aumento delle temperature di 0,7 gradi. Cosa succederà nei prossimi due, quattro o sei anni con l'aumento dell'inquinamento e l'uso scorretto delle aree costiere? Tutto ciò sta distruggendo la produttività degli oceani».

La missione della conferenza, che si svolge a livello ministeriale, è quello di concludersi con una dichiarazione, detta di Manado, un vero e proprio appello in cui si chiede che il vertice di Copenaghen, in programma a dicembre, si occupi anche degli oceani. L'obiettivo del summit della capitale danese è di raggiungere un accordo internazionale sulla riduzione dei gas serra e proseguire così il percorso iniziato con il protocollo di Kyoto, i cui primi impegni scadono nel 2012.