29 giugno 2017
Aggiornato 16:01
Congresso approva proroga di 10 anni. Teheran: risposta sarà dura

Iran, presidente Rohani: nuove sanzioni Usa violano gli accordi

Si riaccende violentissima la polemica tra la Repubblica islamica dell'Iran e gli Stati Uniti nelle more della controversa intesa sul nucleare

TEHERAN - Si riaccende violentissima la polemica tra la Repubblica islamica dell'Iran e gli Stati Uniti nelle more della controversa intesa sul nucleare per usi civili di Teheran che sembrava avere spianato la strada a rapporti meno accidentati. Il Senato statunitense ha infatti approvato con 99 voti a favore e nessuno contrario la proroga di 10 anni per sanzioni non legate all'accordo sul nucleare siglato nel luglio 2015 tra l'Iran e la comunità internazionale. La Camera dei rappresentanti Usa aveva già dato parere favorevole all'Iran Sanctions Act a novembre e ora il testo dovrà essere ratificato dal presidente Barack Obama.

«L'America è nostra nemica»
Sarebbe bastato molto meno a scatenare la reazione iraniana. E com'era prevedibile il presidente Hassan Rohani ha accusato Washington di aver violato gli impegni assunti. In un infuocato discorso tenuto all'università di Teheran Rohani ha annunciato una risposta molto dura a quella che le autorità iraniane considerano una patente violazione degli accordi. «L'America è nostra nemica, non esistono dubbi su questo» ha detto Rohani invitando gli studenti a non commettere errori che farebbero solo il gioco di Washington ma promettendo una risposta molto dura da parte di Teheran. Sulla questione, ha poi sottolineato, non esiste alcuna differenza di vedute tra il governo, il Parlamento e la Guida suprema della Repubblica islamica, Ali Khamenei.

Nuove sanzioni
Gli Stati Uniti hanno deciso di imporre nuove sanzioni all'Iran giustificate, secondo Washington, dal mancato rispetto dei diritti umani da parte di Teheran, dal suo sostegno al «terrorismo» e dal suo programma di missili balistici. Secondo Teheran, invece, il rinnovo delle sanzioni va contro lo spirito dell'accordo del 2015, alla luce del quale l'Iran ha accettato di limitare il proprio programma nucleare in cambio di una revoca parziale ma progressiva delle sanzioni.