20 febbraio 2020
Aggiornato 11:30
Lo dice Golgeier, preside della School of International Service

Usa 2016, l'analisi: Trump ha vinto grazie alla rabbia contro l'establishment

Secondo Golgeier, preside della School of International Service, il risultato inatteso che ha incoronato Trump si può spiegare con la rabbia degli americani verso l'establishment

https://adv.diariodelweb.it/video/askanews/2016/11/20161109_video_10472985.mp4

WASHINGTON - Un esito inatteso, Donald Trump ha vinto le elezioni presidenziali americane, sconfiggendo la rivale democratica Hillary Clinton. Un esito che ha ribaltato le previsioni di quasi tutti i sondaggi della vigilia e che sta già scatenando un terremoto sui mercati mondiali.

Risultato shock
Un risultato shock, dopo una campagna elettorale avvelenata da accuse, scandali, sospetti di brogli e con lo stesso neopresidente che alla vigilia del voto aveva detto: «Giustizia sarà fatta alle urne», ma che poi aveva corretto il tiro per prudenza, aggiungendo: «Ci vorrebbe un miracolo».

Sottovalutate fasce di elettorato
Sgomento e amareggiato il popolo di Hillary Clinton. Ma secondo James Golgeier, preside della School of International Service dell'American University, sono state sottovalutate molte fasce di elettorato, e comunque è stato preso poco in considerazione il malcontento della gente. Il risultato, secondo lui, è il frutto della rabbia contro chi ha governato finora.

Rabbia contro l'establishment
«Io credo che le persone siano davvero arrabbiate con establishment - ha detto commentando i risultati poco prima che Trump fosse confermatio presidente - che si sentano come abbandonate, come se il governo non le avesse tenute abbastanza in considerazione»«Penso che molti democratici abbiano sentito che il problema erano i Clinton, tanti hanno sentimenti negativi verso questa famiglia, un bagaglio che Hillary si è portata dietro, e credo che dovranno convincersi e rassegnarsi all'idea che con la scelta di un candidato differente avrebbero potuto vincere». Una sconfitta, secondo lui, che era nell'aria, ma la strada è in salita anche per Trump. «E' dura per i democratici, ma lo è anche per i repubblicani, perché il partito si è mostrato molto diviso e non è chiaro come Trump governerà e quale sarà la risposta dei repubblicani al congresso» ha concluso.