20 settembre 2019
Aggiornato 18:30
Valls presenta nuovo piano antiterrorismo del suo governo

Terrorismo, la ricetta francese: centri anti-radicalizzazione in ogni regione

La Francia aprirà entro la fine del 2017 un centro di reinserimento in ogni regione per le 'persone radicalizzate' o che rischiano di subire l'influenza degli ambienti jihadisti

PARIGI - La Francia aprirà entro la fine del 2017 un centro di reinserimento in ogni regione per le «persone radicalizzate» o che rischiano di subire l'influenza degli ambienti jihadisti: lo ha annunciato il Primo ministro francese, Manuel Valls, presentando assieme a diversi ministri del suo governo un nuovo piano di lotta contro il terrorismo. Il piano, che è dotato di un budget di 40 milioni di euro extra, punta a raddoppiare in due anni il suo raggio di azione nei confronti dei giovani già attivi nelle reti jihadiste o che rischiano di esservi attirati in futuro.

I centri 
«Il primo centro di permanenza di lungo termine per persone radicalizzate, un centro di cittadinanza e reinserimento, sarà attivo quest'estate. I primi ospiti potranno essere dei pentiti di cui verificheremo la sincerità e la volontà di reinserimento nel tempo. Dato che la radicalizzazione riguarda tutto il territorio nazionale, chiedo ai prefetti che entro la fine del 2017, un centro di questo tipo sia creato in ogni regione. Almeno la metà accoglieranno, su domanda dell'autorità giudiziaria, persone che non possono essere detenute».

Il Passenger Name Record
Sempre durante l'estate, entrarà in vigore in Francia un'altra misura antiterrorismo: il Passenger Name Record (Pnr), registro dei passeggeri aerei per finalità antiterrorismo simile a quello già in vigore negli Stati Uniti. «L'individuazione - ha spiegato Valls - è anche individuzione degli spostamenti, per impedire ai terroristi di circolare, trovare armi, finanziamenti, è l'obiettivo del Pnr francese che entrerà in vigore quest'estate. Sarà il primo Pnr attivo in Europa continentale, mentre si andranno sviluppando gli altri Pnr europei, di cui la Francia ha vigorosamente sostenuto la necessità a Bruxelles e Strasburgo».