19 settembre 2019
Aggiornato 09:00
Il voto

Slovacchia, la progressista Zuzana Caputova presidente

Al ballottaggio di sabato ha rispettato in pieno i pronostici che la davano favorita, aggiudicandosi una maggioranza indiscutibile del 58,4%, contro l'avversario Meros Sefcovic

Zuzana Caputova
Zuzana Caputova ANSA

PRAGA - L'attivista per i diritti civili, ambientalista, pro Nato e convinta europeista Zuzana Caputova, 45 anni, è stata eletta prima donna presidente della Slovacchia. Al ballottaggio di sabato ha rispettato in pieno i pronostici che la davano favorita, aggiudicandosi una maggioranza indiscutibile del 58,4%, contro l'avversario Meros Sefcovic, vicepresidente della Commissione europea e commissario Ue per l'unione energetica. L'affluenza alle urne è stata del 42%.

«Cerchiamo ciò che ci unisce e facciamo in modo che sia la collaborazione reciproca ad avere la meglio sugli interessi personali e particolari», ha detto Caputova, avvocato di professione, nel suo primo discorso da vincitrice, dando il via ai festeggiamenti che si sono protratti sino all'alba di oggi nella Stara trznica, il vecchio mercato di Bratislava, nel centro storico della capitale slovacca.

Parole pronunciate con un sorriso ammaliante, a ribadire l'immagine di gentilezza e amabilità che ha caratterizzata tutta la sua campagna elettorale. In un paese come la Slovacchia, intorpidito dal problema della corruzione, ha conquistato l'elettorato dicendo: «dimostriamo che l'onestà in politica è un vantaggio», slogan ripetuto anche stanotte, ringraziando gli elettori non solo in slovacco ma anche nelle lingue delle minoranze nazionali, incluso l'ungherese e il ceco.

Ora sono in tanti a indicarla come esempio di un nuovo modo di fare politica, in una Europa, soprattutto in questa area dei paesi di Visegrad alle prese con l'avanzata dei movimenti populisti e sovranisti. A questo proposito va comunque detto che la Caputova al Castello di Bratislava succede ad Andrej Kiska, un altro presidente distintosi in questi cinque anni in carica per la sua immagine cristallina e per il suo tentativo di porsi come argine anti populismo.

Lo sfidante Meros Sefcovic, ha ammesso la sconfitta con un gesto di galanteria, inviando un mazzo di fiori e augurando buon lavoro alla Caputova. «Torno a Bruxelles, auspicando tutto il bene possibile al nuovo Presidente e al mio Paese membro della Ue». Un comportamento, quello di Sefcovic che giunge a coronamento di una campagna elettorale svoltasi all'insegna del fair play.

A perdere queste elezioni, a ben vedere, è in primo luogo il partito socialdemocratico di Smer, la forza politica alla guida del governo di Bratislava e sostenitrice della candidatura di Sefcovic. La popolarità di Smer è scesa ai minimi dopo l'omicidio, lo scorso anno, del giornalista Jan Kuciak e della sua fidanzata Martina Kusnirova, uccisi a colpi di arma da fuoco nel febbraio 2018. Kuciak era impegnato in inchieste sulla corruzione e le indagini legate al suo assassinio hanno fatto emergere una serie di relazioni sospette fra esponenti del governo e la criminalità organizzata, fra cui la 'Ndrangheta calabrese. Tutto questo ha provocato appena un anno fa una mobilitazione popolare e proteste di massa che hanno portato alle dimissioni del premier Robert Fico.

Non casualmente, pochi giorni prima dell'inizio delle presidenziali, Jozef Kuciak, fratello del giornalista ucciso, ha fatto sentire chiaramente il proprio sostegno a favore della Caputova: «Voterò sicuramente per lei. Non posso certamente schierarmi dalla parte di chi è sostenuto da oligarchi e dai loro accoliti, quelli che mi hanno portato via mio fratello e mia cognata».

La Caputova è in pratica una esordiente in politica. Laureata in Giurisprudenza presso l'Università Comenio di Bratislava, è stata a lungo attivista, in veste di giurista, dell'associazione non profit Via Iuris, rivolta al rafforzamento dello stato di diritto, in particolare nel settore dell'ambiente, tanto da conquistarsi l'appellativo di «Erin Brockovich della Slovacchia», dal nome della nota attivista ecologista statunitense.

Un attivismo nel campo della ecologia e della difesa dell'ambiente che ha consentito alla Caputova di essere insignita nel 2016 del Goldman Environmental Prize.

Celebre la sua battaglia per impedire la costruzione di una discarica di rifiuti tossici a Pezinok, cittadina di 25 mila abitanti, venti chilometri a nord est di Bratislava, dove risiede. Proprio allora - parliamo del 2016 - si trovò di fronte come avversario Marian Kocner, il controverso imprenditore - riferimento di un sistema di corruttela e ora in carcere con l'accusa di essere il mandante del giornalista Kuciak - il quale in quella occasione rappresentava la compagnia che - con ogni probabilità a colpi di bustarelle - voleva la costruzione della micidiale discarica di Pezinok.

Le uniche esperienze della Caputova in politica sono state sotto la bandiera di Slovacchia Progressista, un nuovo movimento extraparlamentare sorto appena due anni fa, di estrazione liberale, unica forza politica slovacca che aderisce all'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa (Alde). Il nuovo capo dello Stato slovacco è stato anche vicepresidente di Slovacchia Progressista, ma due settimane fa, dopo l'affermazione al primo turno delle presidenziali, ha deciso di lasciare la carica, rimanendo solo come semplice tesserata.

La sua candidatura presidenziale risale allo scorso maggio. Sulle prime i sondaggi la davano molto indietro nei sondaggi, ma tutto è cambiato quando, all'inizio di quest'anno, sono arrivati i primi dibattiti pubblici, soprattutto quelli televisivi, nei quali la gente è rimasta conquistata dal suo modo di condurre la campagna elettorale, sempre caratterizzato da un atteggiamento non conflittuale, rispettosa e disposta ad ascoltare l'opinione degli altri candidati, ma allo stesso tempo molto ferma a difesa delle proprie posizioni.

Divorziata, madre di due figlie di 15 e 18 anni, attualmente ha un legame sentimentale con il fotografo e musicista Peter Konecny.

E' favorevole all'aborto e chiede maggiori diritti per le coppie omosessuali, alle quali concederebbe anche la possibilità della adozione. In un paese tradizionalista come la Slovacchia, dove il cattolicesimo è molto radicato, alcuni avversari hanno rinfacciato alla Caputova di avere «un atteggiamento troppo disinvolto nelle questioni etiche», ma questo non le ha impedito - come dimostrato dai sondaggi - di ottenere il voto anche di tanti credenti.

Tutte le forze democratiche di opposizione le hanno manifestato sostegno in questi ultimi giorni di campagna elettorale per il ballottaggio. A suo favore si è schierato anche Most - Hid (che significa ponte in slovacco e in ungherese), il partito politico attivo in Slovacchia che ha come obiettivo la difesa della minoranza ungherese.

Ha poi confermato - nel pieno rispetto della consuetudine - che la meta del suo primo viaggio ufficiale fuori dai confini nazionali sarà la Repubblica Ceca, l'ex paese confederato ai tempi della Cecoslovacchia. A riceverla al Castello di Praga sarà il presidente Milos Zeman, anti migranti e filo russo, un esempio di persona e di politico dall'immagine antitetica per molti aspetti rispetto alla Caputova, il quale appena una settimana fa aveva manifestato sostegno al suo avversario Sefcovic. A conferma degli stretti legami e dell'amicizia reciproca che sempre caratterizzano le relazioni fra Slovacchia e Repubblica ceca, è stato però proprio Milos Zeman stanotte il primo capo di stato a inviare alla presidente Caputova un messaggio di congratulazioni e un invito a Praga: «non vedo l'ora di conoscerti personalmente».