14 ottobre 2019
Aggiornato 03:00
Crisi siriana

Panetta a Trump: «L'Isis non è sconfitto, il ritiro dalla Siria è un errore»

L'ex capo della Cia al Corriere della Sera: «Abbiamo la responsabilità di restare». Erdogan: «Uccisi 5 americani ma Trump non fermerà il ritiro»

L'ex capo della CIA, Leon Panetta
L'ex capo della CIA, Leon Panetta ANSA

MILANO - «Quel che è successo conferma che gli Stati Uniti non dovrebbero ritirarsi frettolosamente dalla Siria. E dimostra che il presidente si sbaglia: l'Isis non è sconfitto e, finché non lo sarà, abbiamo la responsabilità di restare», così Leon Panetta, ex capo della Cia e ex segretario alla Difesa Usa, sul Corriere della Sera dopo la morte di quattro soldati americani in Siria a opera di un kamikaze Isis.

Rischi da Iran, Russia e Cina

«Dall'11 settembre è chiaro che dobbiamo affrontare la minaccia del terrorismo per la sicurezza del nostro Paese: combattere contro Al Qaeda, Isis, Boko Haram e altri gruppi. Ma, oltre a questo, è importante che l'America continui a svolgere un ruolo di leadership nel mondo. La minaccia non è solo l'Isis: sono gli Stati falliti, l'Iran, la Russia, la Cina e il nuovo campo di battaglia delle cyber-guerre. Dobbiamo capire che, se non svolgiamo noi questo ruolo di leader, non lo farà nessuno».

Erdogan: «Uccisi 5 americani ma Trump non fermerà il ritiro»

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che nell'attacco suicida di oggi nella città siriana Minbij sono stati uccisi 5 soldati americani, ma che questo non comporterà un ripensamento da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla decisione di ritirare le truppe Usa dalla Siria. Lo riferiscono media turchi. «A me risulta che tra le 20 vittime dell'attentato terroristico di Minbij siano rimasti uccisi 5 soldati americani», ha detto Erdogan in una dichiarazione riportata dall'agenzia di stampa turca Anadolu. «Conoscendo la determinazione del presidente americano - ha aggiunto - non credo che l'attacco di Minbij inciderà sulla sua decisione» di ritirare le forze statunitensi dalla Siria.

Americano catturato in Siria: unito all'Isis per curiosità

Un'insegnante americano catturata dalle forze curde in Siria ha detto in un'intervista che è stato incuriosito dal gruppo jihadista dello Stato islamico, ma non ha combattuto nelle sue file. Warren Christopher Clark è uno dei cinque stranieri - incluso un secondo americano - di cui le forze democratiche siriane (SDF) hanno annunciato la cattura il 7 gennaio nella Siria orientale. Negli estratti di un'intervista al canale televisivo americano NBC News in Siria, il trentottenne texano convertitosi all'Islam col nome di Abu Mohammed al-Ameriki ha detto dei jihadisti: «Volevo saperne di più sulla loro ideologia. Volevo vedere cosa stava veramente facendo questo gruppo», ha aggiunto, spiegando di essere entrato in Turchia nel 2015 dopo aver visto i video delle decapitazioni dell'Isis.