21 agosto 2019
Aggiornato 22:30
Brexit

Juncker durissimo: «Non rinegozieremo l’accordo sulla Brexit»

Il Presidente della Commissione europea: «Possiamo chiarificarlo, interpretarlo, ma senza riaprirlo. Questo non succederà, tutti devono saperlo»

BRUXELLES - «Non c’è alcuna ragione, comunque, per una rinegoziazione» dell’accordo di recesso del Regno Unito dall’Ue, avallato dal Consiglio europeo il 25 novembre e accettato dal governo britannico. «Possiamo chiarificarlo, interpretarlo, ma senza riaprirlo. Questo non succederà, tutti devono saperlo». E’ durissimo il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, nel suo intervento davanti alla plenaria del Parlamento europeo, questa mattina a Strasburgo, in vista del vertice Ue di giovedì e venerdì prossimi. La premier britannica Theresa May, che ieri ha annunciato il rinvio del voto della Camera dei Comuni sull’accordo con l’Ue, di fronte alla prospettiva di una pressoché certa bocciatura, sarà stasera a Strasburgo per incontrare il presidente della Commissione.

Juncker «stupito» - «Sono stupito - ha detto Juncker -, perché ci eravamo messi d’accordo con il governo britannico il 25 novembre. Sembra che ci siano dei problemi a fine corsa. Vedrò il primo ministro Theresa May stasera e devo dire qui, come ho già fatto in passato, che questo accordo è il miglior accordo possibile, l’unico possibile: non c’è nessun margine per una rinegoziazione. Ma naturalmente, questo intervallo di tempo» fino al voto del Parlamento britannico può essere usato in modo intelligente, per chiarire e interpretare l’accordo.

Il nodo «bakcstop» - Juncker ha ricordato che «il grosso problema è il ‘backstop'», la clausola di salvaguardia per l’Irlanda nell’accordo di recesso. Questa clausola mantiene l’Irlanda del Nord nel mercato unico e il resto del Regno Unito nell’Unione doganale dell’Ue, per evitare il ripristino di una frontiera «dura» con la Repubblica d’Irlanda, fino a quando non sarà negoziato un futuro accordo bilaterale migliore fra Londra e l’Unione. Ma nel Parlamento britannico, sia i «Brexiteer» duri che le forze (come i laburisti) favorevoli a un secondo referendum o a restare nel mercato unico Ue, sia gli unionisti nord irlandesi criticano duramente il fatto che Londra non potrà mai porre termine unilateralmente al ‘backstop’, ma dovrà dipendere dalla decisione unanime dei Ventisette. «Abbiamo una comune determinazione a non utilizzare il ‘backstop’, ma dobbiamo prepararlo comunque, perché dobbiamo essere nelle condizioni di proteggere l’Irlanda. L’Irlanda non deve essere mai lasciata sola», ha concluso il presidente della Commissione. Il presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, ha confermato che «l’Assemblea di Strasburgo è sulla stessa posizione», e ha sottolineato «l’unità di tutte le istituzioni Ue e degli Stati membri» su questo. «Va bene ricevere la May, dialogare, ma non possiamo cambiare posizione», ha concluso.