12 aprile 2021
Aggiornato 08:00
USA-Cina

Trump non era stato informato dell'arresto della responsabile Huawei

Lo ha chiarito consigliere economico della Casa Bianca. Intanto la Cina avverte il Canada: «Rilasciate numero due Huawei o ci saranno conseguenze»

NEW YORK - Donald Trump non era stato informato dell'arresto della direttrice finanziaria del colosso cinese delle telecomunicazioni Huawei mentre cenava la settimana scorsa con il suo omologo cinese Xi Jinping. Lo ha chiarito il consigliere economico della Casa Bianca. Il presidente «non sapeva. Non sapeva e non ha avuto reazioni dopo» quando lo ha saputo, ha insistito Larry Kudlow su Fox News. A riguardo, la scorsa settimana, erano circolate informazioni contraddittorie. Citando indiscrezioni di stampa che parlavano di un presidente scuro in volto, Larry Kudlow ha insistito: «Non lo sapeva. Lo dico in modo inequivocabile. Lo ha appreso dopo».

IL CASO - Meng Wanzhou, 46 anni, è stata arrestata a Vancouver, in Canada, su richiesta della giustizia americana. È sospettata di aver mentito a diverse banche su una filiale di Huawei per poter accedere al mercato iraniano tra il 2009 e il 2014, in violazione delle sanzioni degli Stati Uniti. John Bolton, consigliere alla sicurezza nazionale, aveva in precedenza detto alla radio NPR che la Casa Bianca era stata precedentemente avvertita dell'arresto, avvenuto lo stesso giorno in cui il presidente Trump cenava con l'omologo Xi Jinping. Ma un portavoce di John Bolton ha in seguito contraddetto questa tesi, secondo Cbs.

PROTESTA CINESE - Il ministero degli Esteri Cinesi ha convocato l'ambasciatore canadese a Pechino avanzando una «forte protesta» per l'arresto della numero due di Huawei, Meng Wangzhou, e avvertendo che il Canada «dovrà far fronte alle proprie responsabilità» se non verrà rilasciata subito.
Nel frattempo il viceministro degli esteri cinese Le Yucheng, che ha convocato l'ambasciatore canadese a Pechino McCallum, ha definito l'arresto una grave violazione dei diritti di Meng, sostenendo che la decisione «ignora la legge ed è irragionevole ed estremamente cattiva».
La Cina dunque, si legge in una nota del ministero degli Esteri, «sollecita fortemente la controparte canadese a liberare immediatamente la persona detenuta e a tutelarne seriamente i diritti legittimi. In caso contrario, il Canada dovrà far fronte alle proprie responsabilità per le gravi conseguenze che ha causato».