11 dicembre 2018
Aggiornato 13:00

L'era Merkel è finita: l'apertura ai migranti le è costata cara

La cancelliera tedesca lascia la guida della Cdu, a seguito delle sconfitte elettorali per la sua decisione di accogliere i rifugiati. Ed è sfida per la sua successione
La cancelliera tedesca Angela Merkel saluta la Cdu al congresso del partito
La cancelliera tedesca Angela Merkel saluta la Cdu al congresso del partito (Focke Strangmann | EPA)

AMBURGO – La cancelliera tedesca Angela Merkel chiude oggi i suoi 18 anni alla guida dell'Unione cristiano-democratica, partito che si appresta ora a scegliere il nuovo leader, scegliendo tra una sua fedelissima e un antico rivale. Accogliendo una lunga standing ovation dai delegati, molti in lacrime, altri che agitavano cartelli con la scritta «Grazie, boss», una Merkel visibilmente emozionata ha sottolineato che il partito ha vinto quattro elezioni sotto la sua guida restando fedele ai suoi principi. «Vorrei che nei momenti difficili non dimenticassimo la nostra posizione democratica e cristiana», ha detto. In riferimento alla crescita del populismo in tutto il mondo e a quella che ha definito una frammentazione dei valori europei condivisi, Merkel ha sottolineato che l'ordine di cui è portabandiera oggi è a rischio. «Che sia la negazione del multilateralismo, il ritorno al nazionalismo, la riduzione della cooperazione internazionale o la minaccia di guerre commerciali, le guerre ibride, la destabilizzazione delle società con le fake news o il futuro della nostra Ue, noi cristiano-democratici dobbiamo mostrare ciò di cui siamo capaci di fronte a tutte queste sfide», ha sottolineato.

Passo indietro
I due candidati principali alla sua successione, la segretaria generale del partito Annegret Kramp-Karrenbauer, meglio nota come Akk, e l'avvocato societario Friedrich Merz, si sfidano sulla continuità o la rottura con l'eredità della cancelliera. Distanziato il terzo contendente, il trentottenne ministro della Salute Jens Spahn, fortemente critico della decisione di Merkel nel 2015 di aprire le frontiere tedesche e un milione di rifugiati. Merkel ha sorpreso il partito e il Paese a ottobre quando ha annunciato che non si sarebbe ricandidata a leader della Cdu al congresso di Amburgo, dopo una serie di rovesci elettorali legati proprio alle sue aperture sui rifugiati. L'esito della gara sarà cruciale per stabilire se la influente premier tedesca potrà realizzare il suo obiettivo di completare il suo quarto mandato alla guida del governo nel 2021 prima di lasciare la politica. «Spero che usciremo da questo congresso ben equipaggiati, motivati, uniti – ha detto Merkel – Ho fiducia che ci riusciremo». Merkel guida la Germania dal 2005 e ha spostato il partito gradualmente verso il centro dello scenario politico.

Sfida a due
E mentre la Kramp-Karrenbauer, 56 anni, è considerata simile alla Merkel, con uno stile pacato e politiche centriste, Merz, 63 anni, agita il vessillo di una rottura decisa con la cancelliera. «L'era Merkel sta finendo, è palpabile – ha detto la giornalista politica e biografa di Akk Kristina Dunz – Merz potrebbe essere tentato di metter in atto la sua vendetta e dare la scalata al governo già l'anno prossimo». Questa settimana Merz (che ha affermato, di fronte a un diffuso scetticismo, che potrebbe lavorare bene con la Merkel) ha ottenuto il sostegno del potente ex ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble, ora presidente del parlamento. Entrambi gli uomini covano vecchi rancori verso la cancelliera, che anni fa ha fermato l'ambizione di Schaeuble di diventare presidente della Repubblica e il desiderio di Merz di rimanere leader del gruppo parlamentare della Cdu. «La manovra di Schaeuble lo dimostra: la Cdu della vecchia Germania sta cercando di tornare in scena – ha scritto il settimanale Der Spiegel – È a Cdu degli anni dell'ex cancelliere Helmut Kohl, quando gli uomini come Schaeuble e Merz abbaiavano ordini come ufficiali militari e le donne di solito preparavano il caffè». Il quotidiano nazionale Sueddeutsche Zeitung ha scritto che la mossa di Schaeuble getta luce sulle vecchie divisioni in seno alla Cdu, appena velate dal sostegno unitario a Merkel, che potrebbero riemergere apertamente dopo il congresso. «La Cdu degli anni della Merkel sta andando a pezzi – ha scritto – Si stanno formando schieramenti contrapposti». Pochi osservatori hanno osato prevedere come voteranno i 1.001 delegati. Chiunque vincerà, in ogni caso, dovrà affrontare sfide enormi per il partito, che attualmente attrae circa il 30% dei voti, ben al di sotto del 40% degli anni d'oro di Merkel. Ha perso sostegno a destra, a beneficio del partito anti-immigrazione AfD, e sinistra a beneficio dei Verdi.