20 luglio 2019
Aggiornato 06:30
Immigrazione

La resa delle Ong: nel Mediterraneo non ci sono più le 'navi dei migranti'

L'ultima ad 'arrendersi' è stata Proactiva Open Arms che ha annunciato che lascerà le acque libiche per 'ritirarsi' in Spagna

Migranti a bordo della Aquarius
Migranti a bordo della Aquarius ANSA

ROMA - L'ultima ad arrendersi è stata Proactiva Open Arms. La decisione è stata presa e annunciata via Twitter: lascerà le acque libiche per operare nella Sar dello Stretto di Gibilterra e del mare di Alboran, sotto il coordinamento della Guardia costiera spagnola. Proprio così: la nave umanitaria protagonista di scambi di accuse via social con il ministro dell’Interno Matteo Salvini e del recupero in mare a metà luglio di Jospephine, rimasta in acqua per ore insieme ai cadaveri di una madre e del figlio ha alzato bandiera bianca. Addio alla 'tratta' Libia-Italia. Ora si occuperà dei salvataggi in acque spagnole. Anche Open Arms, quindi, ha preso la stessa decisione assunta lo scorso 26 agosto da Aquarius: la nave di SOS Mediterranée e Medici senza Frontiere è rientrata a Marsiglia dopo una situazione di stallo durata più una settimana al largo delle coste della Tunisia e con a bordo cinque tunisini salvati. Così ora a soccorrere le imbarcazioni con cui i migranti affrontano la traversata del Mediterraneo centrale non è rimasta nessuna ong.

Le navi 'prigioniere' a Malta
La Sea-Watch 3, battente bandiera olandese, è ancora bloccata - dai primi di luglio - nel porto di Malta, dove fece rientro dopo l'ultima missione. «Non possiamo uscire dal porto. E se lo facciamo ci indagano, ovunque siamo. Ma il perché non lo sappiamo. È tutto in regola e abbiamo sempre fatto tutto a norma, ma ci continuano a dire: non potete uscire. E questo è tutto» ha spiegato Malo Castillon, che sulla Sea-Watch 3 fa l’ingegnere, al Fatto Quotidiano. Stessa identica situazione, e stesso porto di 'prigionia' per la nave Seefuchs della Sea-Eye, ong tedesca. Anche Lifeline, battente bandiera olandese, è frma nel porto di La Valletta. Ma a differenza della Sea-Watch 3 e della Seefuchs, è sotto sequestro e il comandante Claus Peter Reisch non può lasciare l’isola. I pubblici ministeri sostengono che il capitano era entrato illegalmente nelle acque del paese, in mancanza cioè di una corretta registrazione dell’imbarcazione. La sentenza potrebbe arrivare l’11 settembre. 

La Juventa ferma a Trapani
Nel porto di Trapani, posta sotto sequestro dal 2 agosto 2017, c'è invece la Juventa dell’ong tedesca Jugend Rettet: tutti i componenti dell'equipaggio, lo staff di Medici Senza Frontiere e quello di Save the Children hanno ricevuto un avviso di garanzia. Così 
per il momento il Mediterraneo è 'libero' dalle Ong e i salvataggi sono tornati di competenza esclusiva dei corpi di Guardia Costiera dei Paesi che si affacciano sulle rotte dei migranti.