18 novembre 2018
Aggiornato 05:30

Trump reagisce alle accuse: «Caccia alle streghe». Ma rischia grosso

Il giorno dopo la confessione del suo avvocato storico, il presidente Usa passa al contrattacco. Eppure è la sua stessa amministrazione ad essere in pericolo
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump (Jim Lo Scalzo | EPA)

WASHINGTON – Donald Trump si difende. Il presidente Usa ha insistito oggi, dopo che il suo avvocato storico Michael Cohen è stato implicato nello scandalo dei pagamenti illeciti prima delle elezioni del 2016, di non aver fatto niente di male e ha affermato che contro di lui è stata imbastita una «caccia alle streghe». In un tweet, tutto scritto con le lettere maiuscole, Trump ha affermato: «Nessuna collusione, orchestrata caccia alle streghe». Un testo che dà il segno della tempesta legale nella quale il presidente rischia di essere risucchiato, ponendo a rischio lo stesso proseguimento della sua amministrazione.

Le ammissioni
Ieri è stato forse il peggior giorno di Trump da quando è diventato capo dello stato. Il suo ex avvocato Cohen ha detto a un giudice federale di aver effettuato i pagamenti illeciti per conto della campagna al fine di comprare il silenzio di donne che sostenevano di aver avuto relazioni di Trump. Il tutto su richiesta dello stesso candidato di allora. Le ammissioni di Cohen rappresentano un vero problema per Trump, che ha dovuto incassare anche la condanna dell'ex capo della campagna Paul Manafort per frode fiscale e bancaria, nel primo caso mandato a processo dal procuratore speciale che sta indagando sulle interferenze russe nelle elezioni del 2016, il cosiddetto Russiagate. Le dichiarazioni di Cohen mettono in difficoltà non solo politica, ma anche legale il presidente americano. Trump tuttavia ha reagito da par suo. Dapprima ha accusato Cohen, prendendolo anche in giro con il consiglio lanciato via Twitter a eventuali clienti di non rivolgersi al legale, poi ha affermato che le azioni dell'avvocato «non sono un reato«. E, in un'intervista a Fox and Friends, ha affermato che «non c'è stata neanche una violazione della campagna». Nell'intervista ha affermato che i pagamenti sono avvenuti con i suoi soldi personali, ai quali Cohen aveva accesso, e che lui non era consapevole che fossero avvenuti. «La mia prima domanda, quando ho sentito la storia, è stata: '(I soldi) sono usciti dalla campagna?' perché sarebbe stato un po' rischioso», ha detto Trump dei pagamenti che sarebbero andati alla pornostar Stormy Daniels e alla modella di Playboy Karen McDougal. «Ma – ha continuato – non sono venuti dalla campagna. Sono venuti da me e io l'ho twittato». È la prima volta che Trump ammette di essere stato messo a conoscenza dei pagamenti, anche se solo in un secondo momento.

Possibili conseguenze
Nonostante la baldanza di Trump, tuttavia, l'esperta di finanza delle campagne elettorali Kate Belinski dello studio legale Nossaman ha detto che le conseguenze legali per Trump e la sua campagna sono possibili. La forma più probabile potrebbe essere un ricorso civile davanti alal Federal Election Commission. Cohen, dal canto suo, si è dichiarato colpevole di due capi d'accusa per la violazione delle leggi sulle finanze della campagna, con altri sei per frode. E ha identificato Trump come correo per quanto riguarda i pagamenti segreti.