10 dicembre 2018
Aggiornato 21:30

L'ong Open Arms sbarca in Spagna: «Denunceremo Italia e Libia»

La nave con a bordo la superstite del naufragio, la camerunense Josefa, e i due cadaveri è arrivata a Palma di Maiorca. Ma la questione finirà davanti ai giudici
La nave della ong Proactiva Open Arms approda a Palma di Maiorca
La nave della ong Proactiva Open Arms approda a Palma di Maiorca (ANSA/Atienza)

PALMA DI MAIORCA – L'organizzazione non governativa Proactiva Open Arms è arrivata oggi a Palma di Maiorca, in Spagna, dove ha sbarcato l'unica sopravvissuta a un naufragio dei giorni scorsi al largo della Libia, la camerunense Josefa, e i due cadaveri raccolti in mare accanto alla superstite, quello di un'altra donna e di un bambino di circa cinque anni. L'ong ha annunciato di avere portato il caso in tribunale, accusando la Guardia costiera libica di abbandono di migranti in alto mare e omicidio colposo. E su Twitter, il fondatore Oscar Camps ha annunciato l'intenzione di estendere la denuncia a Italia e Malta per omissione di soccorso. «Siamo indignati, denunciamo nuovamente le politiche attuate nel Mediterraneo centrale, non solo da un governo ma da più parti. Le difficoltà che abbiamo affrontato per salvare una sola vita sono incredibili», ha denunciato Camps, in una conferenza stampa nella città delle Baleari dove le due barche dell'organizzazione (oltre alla Open Arms anche il veliero Astral) hanno attraccato alle prime ore del mattino.

Superstite sbarcata
Josefa è stata presa in consegna dalla Croce Rossa spagnola, mentre i due cadaveri sono stati portati via da un carro funebre. Nel frattempo, i membri dell'ong si sono recati al tribunale di Palma ed hanno presentato una denuncia per omissione di soccorso e omicidio colposo contro il capitano della Triades, il mercantile battente bandiera panamense che per primo ha individuato i migranti ed ha avvertito la Guardia costiera libica, senza però offrire soccorso ai naufraghi. «Lo faremo anche contro il capitano del pattugliatore della Guardia costiera libica e contro qualsiasi altra persona che possa aver partecipato agli eventi con azioni o omissioni», ha detto Oscar Camps, confermando anche l'intenzione di presentare una denuncia contro la Guardia costiera italiana, «che avrà qualcosa da dire su quello che è successo a 80-90 miglia dalla sua costa, quasi alla stessa distanza della Libia».

Caso in tribunale
L'ong spera che l'Audience nationale, che è responsabile dei casi più complessi, sarà in grado di avviare un'indagine. Intanto ha chiesto alla procura di «proteggere Josefa perché è l'unica sopravvissuta», ha spiegato Camps, definendo la donna ancora «sotto shock». «Tutti esigono una risposta per sapere cosa è successo», ha commentato la stella del basket spagnolo Marc Gasol, che faceva parte della missione di salvataggio. Intanto la Guardia Costiera italiana ha precisato di «non essere mai stata coinvolta nel soccorso del gommone, ritrovato successivamente da parte della stessa ong».