14 novembre 2018
Aggiornato 16:00

Altri 191 milioni: per evitare l'emorragia migratoria, l'Ue aumenta agli aiuti ai Paesi del Sahel

«Visto il numero di persone colpite dalla crisi alimentare, che si sta aggravando nel Sahel, non c’è tempo da perdere»
Il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker
Il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker (EPA/STEPHANIE LECOCQ)

BRUXELLES - Mentre la regione del Sahel affronta la più grave crisi alimentare e nutrizionale degli ultimi cinque anni e un’insicurezza persistente, la Commissione Ue annuncia un pacchetto di misure di assistenza umanitaria del valore di 191,3 milioni di euro. Il Commissario per gli Aiuti umanitari e la gestione delle crisi, Christos Stylianides, ha dichiarato che «visto il numero di persone colpite dalla crisi alimentare, che si sta aggravando nel Sahel, non c’è tempo da perdere». Gli aiuti dell’UE offriranno assistenza di primo soccorso alle persone più vulnerabili. L’importo sbloccato mira a soccorrere oltre 1,1 milioni di persone che necessitano di assistenza alimentare d’emergenza e a finanziare la cura di più di 650 000 bambini affetti da malnutrizione grave. Gli aiuti annunciati oggi andranno a otto paesi della regione: Burkina Faso, Camerun, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria, Senegal e Ciad. I fondi UE sosterranno anche iniziative per la riduzione del rischio di catastrofi aiutando le popolazioni a prepararsi meglio alle catastrofi naturali.

1,6 milioni di bambini a rischio
Quasi 6 milioni di persone tra Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania, Niger e Senegal continuano a faticare per soddisfare i bisogni primari. Una grave malnutrizione minaccia la vita di 1,6 milioni di bambini. È l’allarme lanciato da Caritas Internationalis, che registra «la peggiore crisi umanitaria nella regione del Sahel dal 2012» e teme che la situazione possa degenerare ulteriormente nel prossimo futuro. Le scarse precipitazioni degli ultimi mesi hanno causato carenza di acqua, perdite di colture, pascoli e bestiame. Con quattro mesi di anticipo gli allevatori sono stati costretti a spostarsi con il bestiame e le scorte alimentari per milioni di persone sono andate esaurite. Solo lo scorso anno il tasso di malnutrizione nei sei Paesi del Sahel è aumentato del 50%. Un bambino su sei sotto i cinque anni di età ha bisogno urgente di trattamenti salva-vita per sopravvivere. Le famiglie stanno riducendo i pasti, ritirano i bambini da scuola e lasciano i servizi sanitari di base per risparmiare denaro per il cibo.

Il pericolo terrorismo di Boko Haram
Ad aggravare la situazione i violenti attacchi dei militanti di Boko Haram, che hanno costretto decine di migliaia di persone a lasciare le loro case nella regione di Diffa, nel Niger sud-orientale. Diffa è una delle regioni più povere del mondo dove donne e bambini rappresentano l’85% dei rifugiati e degli sfollati interni. In Niger la situazione umanitaria è terribile, sta peggiorando giorno dopo giorno a causa della crisi della sicurezza a Diffa, Tillabery e Tahoua. Il numero delle persone bisognose è in continua crescita, con un incremento di 400 mila unità rispetto al 2017. Si stima che, nel 2018, 1,4 milioni di persone avranno bisogno di assistenza alimentare. Anche in Burkina Faso la situazione è critica, mentre in Mauritania i tassi di malnutrizione sono i più alti mai registrati dal 2008: sono mezzo milione le persone minacciate dalla carestia.