15 dicembre 2018
Aggiornato 21:30

Siria, CNBC: Usa valutano 8 obiettivi da colpire. Trump: ancora nessuna decisione

Tra i target 2 aeroporti, un centro ricerche e impianto chimico

Il presidente Usa Donald Trump
Il presidente Usa Donald Trump (EPA / JIM LO SCALZO)

WASHINGTON - Gli Stati Uniti starebbero valutando la possibilità di colpire otto potenziali obiettivi in Siria in risposta al presunto attacco chimico che il regime del presidente Bashar al Assad avrebbe sferrato nei giorni scorsi contro Douma, ultima sacca rimasta nelle mani dei ribelli nella Ghouta Orientale, zona alle porte di Damasco. Lo ha riferito l'emittente americana CNBC. Secondo la tv che cita una fonte che ha parlato in condizioni di anonimato, questi obiettivi «includono due aeroporti siriani, un centro di ricerca e un impianto di armi chimiche». La stessa fonte ha anche osservato che le «forze armate siriane hanno riposizionato una quantità significativa di attività aeree verso gli aeroporti controllati dalla Russia, nella speranza che Washington sarebbe stata riluttante a colpire». Mercoledì scorso ha avvertito la Russia, potente alleato del regime siriano, che presto sarebbero arrivati i missili Usa sulla Siria.

Trump attende
Ufficialmente, però, il presidente americano Donald Trump non ha ancora preso una decisione sull'intervento militare in Siria. Ieri il capo della Casa Bianca ha avuto un incontro difficile con il team della sicurezza nazionale e poco dopo la fine della riunione con i rappresentanti del Pentagono e del governo la portavoce Sarah Sanders ha dichiarato che Trump continuerà a seguire le evoluzioni di intelligence e a discutere con gli alleati: «Nessuna decisione finale è stata presa», ha dichiarato aggiungendo che il presidente si sarebbe sentito con l'omologo francese Emmanuel Macron e con la premier britannica Theresa May.

Trump e May
Pià tardi un portavoce di Downing Street ha confermato che Trump e May hanno concordato in una telefonata di «continuare a lavorare insieme a stretto contatto su una risposta internazionale sulla Siria». I due leader «sono concordi che bisogna evitare che l'uso di armi chimiche non resti incontrastato e sulla necessità di evitare ulteriori utilizzi di armi chimiche da parte del regime di Assad».