29 ottobre 2020
Aggiornato 09:00
Elezioni Russia

Russia: per Putin un plebiscito, che gli attacchi dell'Ovest hanno favorito

Plebiscito per Vladimir Putin: 76% dei voti, record alle presidenziali

MOSCA - Per Vladimir Putin non è stato semplicemente un trionfo nelle presidenziali russe di ieri, ma un plebiscito record. L'attuale capo di stato è in testa, con il 76,67% dei voti dopo lo spoglio del 99,75% delle schede dalle commissioni elettorali. Letteralmente asfaltati i suoi contendenti: il candidato del Partito comunista Pavel Grudinin è secondo con l'11,79% dei voti, al terzo posto il candidato del partito liberale LDPR, il nazionalista Vladimir Zhirinovsky al 5,66%. L'affluenza alle urne ha superato il 67%. Secondo la Commissione elettorale centrale, Putin segna due record storici delle elezioni presidenziali in Russia, in base alla percentuale di voti ricevuti e il loro numero assoluto.

VAI ALLO SPECIALE "LA RUSSIA PUO' ANCORA SCONVOLGERE IL MONDO?"

Dati
Per Putin, secondo gli ultimi dati, hanno votato oltre 55,403 milioni di persone. Putin dopo che i dati iniziavano a indicare il plebiscito, ha salutato i suoi in un concerto "Russia, Sebastopoli, Crimea", in centro a Mosca, in piazza del Maneggio. In un discorso dedicato alla sua rielezione fino al 2024, Putin ha ringraziato chi è accorso là, nonostante il gelo. In un briefing Putin ha detto che non prevede alcuna riforma costituzionale. Rispondendo alla domanda, chi sarà il nuovo primo ministro, Putin ha spiegato che sta cominciando a pensarci da oggi. Ha aggiunto che tutti gli annunci saranno fatti dopo l'entrata in carica. Ha anche risposto alla domanda se intende partecipare alle elezioni del 2030. «Ascoltami, mi sembra che quello che stai dicendo sia un po' ridicolo. Pensaci, secondo te resterò in carica fino ai 100 anni? No», ha detto il presidente.

Gli altri candidati
Per Grudinin ha votato oltre 8,54 milioni di persone, per Zhirinovsky circa 4,140 milioni di elettori. Il quarto posto è andato a "Iniziativa civile" della soubrette Ksenia Sobchak, con l'1,67% dei voti. Hanno votato per lei più di 1.197.000 persone. A seguire Grigory Yavlinsky ( Jabloko ) con l'1,04%, Boris Titov con lo 0,75%, Maxim Suraykin ("Comunisti di Russia"), con lo 0,68%, Sergei Baburin (il partito "Unione popolare russa ") con lo 0,65% dei voti.

L'analisi della stampa russa
La stampa russa sottolinea oggi il ruolo svolto dalla crisi con l'Ovest e la paradossale funzione di aiuto che essa ha avuto nella rielezione plebiscitaria di Vladimir Putin per un quarto mandato. Un voto che rafforza il suo potere. Questa crisi è stata ulteriormente accentuata nell'ultima settimana prima delle elezioni dalle accuse britanniche di avere tentato di uccidere l'ex spia russa Sergey Skripal nel Regno Unito. «Dobbiamo ringraziare la Gran Bretagna perché ancora una volta non hanno colto la mentalità russa, e ancora una volta siamo stati messi sotto pressione esattamente quando dovevamo mobilitarci», ha detto Andrei Kondrashov, portavoce del quartier generale della campagna di Putin, rilanciato con rilievo oggi dal quotidiano Kommersant.

"La pressione senza precedenti del mondo esterno ha spinto i russi a stringere le fila e unirsi attorno alle autorità", ha detto l'analista politico Andrey Koliadin al quotidiano Vedomosti. "La demonizzazione di Putin in Occidente ha avuto l'effetto opposto in Russia: una manifestazione senza precedenti attorno alla sua persona", sostiene inoltre il senatore Alexey Pushkov. "Nulla mobilita l'elettorato tanto quanto una minaccia globale o attacchi dall'Occidente", dice l'esperto Vladimir Shapovalov, citato dal quotidiano online Politika Segodnia.

Vladimir Putin ha vinto ieri con un risultato senza precedenti in oltre 18 anni di potere: rieletto con il 76,7% dei voti sino al 2024.