21 ottobre 2018
Aggiornato 13:00

Russiagate, i legali di Trump non vogliono che risponda alle domande di Mueller

I legali di Donald Trump avrebbero sconsigliato al presidente USA di rispondere alle domande di Robert Mueller, il procuratore a capo dell'inchiesta
Il presidente Usa Donald Trump
Il presidente Usa Donald Trump (EPA / JIM LO SCALZO)

WASHINGTON - I legali di Donald Trump hanno sconsigliato al presidente degli Stati Uniti di rispondere alle domande di Robert Mueller, il procuratore a capo dell'inchiesta sul 'Russiagate'. Lo sostiene il New York Times, che cita quattro persone informate sulla vicenda, in un articolo che non fuga i dubbi sulla prospettiva di una battaglia legale per stabilire se l'attuale inquilino della Casa Bianca debba o meno accettare di testimoniare sotto giuramento. I suoi avvocati - scrive il New York Times - temono che il presidente, che ha alle sue spalle un elenco abbastanza nutrito di dichiarazioni false o contradditorie, possa finire incriminato per falsa testimonianza agli inquirenti. Un timore che li pone in aperto contrasto con Trump, che sia in pubblico sia in privato ha sempre dichiarato di non vedere l'ora di parlare con Mueller nell'ambito dell'inchiesta sui possibili legami tra suoi collaboratori e le ingerenze della Russia alle elezioni americane, oltre che sul suo ventilato intralcio alla giustizia.

Uno dei momenti più importanti dell'inchiesta
La decisione di Trump riguardo parlare o meno con gli inquirenti, attesa nelle prossime settimane, orienterà uno dei momenti più importanti dell'inchiesta. Disertare la richiesta di testimoniare darebbe tecnicamente a Mueller la possibilità di citare in giudizio il presidente per portarlo davanti a un grand jury, innescando una battaglia legale che getterebbe benzina sul fuoco su un'inchiesta già delicata, creando inoltre una matassa che potrebbe essere dipanata dalla Corte Suprema.

Conseguenze politiche
Non rispondere alle domande di Mueller potrebbe inoltre avere conseguenze politiche, osserva il New York Times. I detrattori di Trump si scatenerebbero dicendo che il presidente ha qualcosa da nascondere o da insabbiare e una battaglia legale potrebbe allungare i tempi dell'inchiesta, ponendo un'ombra pesante sui Repubblicani in vista delle elezioni di metà mandato a novembre o su un'eventuale campagna del presidente per la rielezione. Malgrado tutte queste considerazioni John Dowd, storico difensore di Washington "reclutato" l'estate scorso per rappresentare Trump nell'inchiesta, spinge per bloccare la richiesta di deposizione, come fanno il suo vice, Jay Sekulow, e altri consiglieri, secondo quanto riferito dalle quattro fonti.Avvocati e collaboratori - scrive il New York Times - sono convinti che Mueller non sia disposto a citare in giudizio il presidente e dare il via a un aspro contenzioso legale con la Casa Bianca che oltretutto il procuratore speciale avrebbe molte chance di perdere.