19 giugno 2019
Aggiornato 20:30
Siria

Siria, Isis perde Boukamal: terroristi sempre più marginali territorialmente, ma comunque potenti

Con la liberazione della città di al Boukamal annunciata dall’esercito siriano, nelle mani dei jihadisti dello Stato Islamico non rimangono che poche zone di territorio desertico. Ma questo non significa la fine

DAMASCO - Con la liberazione della città di al Boukamal annunciata dall’esercito siriano, nelle mani dei jihadisti dello Stato Islamico non rimangono che poche zone di territorio desertico principalmente sui due lati della frontiera tra Siria e Iraq. Dopo la perdita della città di Deir Ezzor lo scorso 3 novembre e la riconquista di al Boukamal, gli uomini del Califfo Abu Bakr al Baghdadi controllano ora meno di un terzo dell’omonima provincia, ricca di petrolio. I combattenti del Califfato sono nel mirino di due offensive distinte: una dalle truppe di Damasco sostenute dai russi e l’altra da parte dei combattenti delle Forze della Siria democratica (SDF), un’alleanza curdo araba appoggiata dagli Stati Uniti.

Lo Stato islamico non c'è più, ma...
Anche se al Boukamal è una città più piccola di Deir Ezzor, questa sconfitta priva l’Isis dell’ultima zona urbana siriana del suo Califfato auto-proclamatosi nell’estate del 2014. In pratica l’Isis come «Stato Islamico" è crollato e controlla ora solo alcuni villaggi e almeno un campo petrolifero alla periferia sud di Damasco, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, una Ong con sede a Londra che conta su una vasta rete di attivisti in tutto il Paese. Dopo lo scoppio delle proteste contro il regime di Bashar al-Assad nel 2011, fazioni ribelli hanno assunto il controllo di alcune parti della provincia di Deir Ezzor e del suo capoluogo.

Assad ringrazia russi e iraniani
Ma nel 2014, durante la sua offensiva in Siria e in Iraq, l’Isis era riuscito a conquistare queste aree. All’inizio di settembre, dopo una serie di successi contro i ribelli dell’opposizione su altri fronti, le forze di Damasco sono riuscite a concentrarsi su Deir Ezzor e rompere l’assedio imposto dai jihadisti in alcune aree della città. Così il regime di Assad, sostenuto dagli alleati russi e iraniani, ha assunto il controllo sull’intero capoluogo, dopo un’offensiva durata due mesi.