Ovviamente, tra questi non c'è l'Italia

La Norvegia in procinto di vietare il burqa. Sempre più Paesi europei scelgono di farlo

L'ultimo Stato europeo in procinto di emettere una restrizione sulla possibilità di indossare, burqa in particolare in scuole e università, è la Norvegia. Che, in Europa, è ormai in ottima compagnia (ovviamente non dell'Italia)

Veli islamici in esposizione
Veli islamici in esposizione (EPA/FELIPE TRUEBA)

OSLO – L'ultimo Stato europeo in procinto di emettere una restrizione sulla possibilità di indossare burqa e velo islamico è la Norvegia, spesso – insieme agli altri Paesi nordici – indicata ai Paesi del Sud come esempio di civiltà e accoglienza. Evidentemente, anche nella terra dei fiordi si sono accorti della necessità di difendere i propri valori fondanti, e di promuovere un'integrazione che sia all'insegna dell'accettazione dei principi esistenti e dell'adesione a questi ultimi. Secondo fonti del governo norvegese, la normativa sarebbe ormai pronta, se non per alcuni dettagli che serviranno ad evitare errori che possano inficiarne la validità. Il divieto, in particolare, varrà per asili, scuole e università, luoghi chiave per la formazione dei nuovi cittadini. Una legge, dunque, di particolare importanza, che vede la Norvegia precorrere i tempi rispetto agli altri Paesi scandinavi.

Scontro tra governo e opposizione
La proposta giunge dai partiti al governo, quello Conservatore e quello del Progresso, ma l'esecutivo spera di trovare ampio consenso. Lo scopo della norma, infatti, sarebbe quello di favorire l'integrazione delle donne straniere, partendo dall'educazione dei giovani. Dall'altra parte, i detrattori di questa riforma sostengono che sia una mossa elettorale del premier per raccogliere consensi in vista delle elezioni di settembre. Tuttavia, secondo il ministro dell’Istruzione norvegese, Torbjoern Roe Isaksen, la norma ha il fine di tutelare la società norvegese dei luoghi di formazione per eccellenza, le scuole: secondo il ministro, l'educazione passa anche attraverso la migliore forma di comunicazione possibile, che non è raggiungibile con il volto coperto. Se la riforma voluta sarà attuata, tutti coloro che non si sottometteranno a questo divieto potrebbero essere espulsi dalle università e potrebbero perdere il proprio posto di lavoro.

Austria e Francia contro il velo
Tra i Paesi del Nord, la Norvegia è quella che ha più resistito al modello del multiculturalismo. A suo avviso, l'accoglienza deve presupporre un adeguamento dei nuovi arrivati alla cultura e agli usi del Paese d'arrivo. Ad ogni modo, in Europa Oslo è in buona compagnia: sono ormai diversi gli Stati che hanno adottato legislazioni simili rispetto all'opportunità o meno di indossare burqa e velo integrale. L'ultima in ordine di tempo è stata l'Austria, che lo scorso gennaio ha vietato questi indumenti nelle scuole, e sta valutando di fare altrettanto negli impieghi statali. Poi c'è la Francia, che si è dotata di un divieto simile, applicato però a tutti i luoghi pubblici, nel 2011, sotto il governo Sarkozy. In questo senso, la Francia è stata l'apripista in Europa.

Belgio per il divieto, Paesi Bassi da confermare
Il Belgio ha approvato una legge nel 2011 che vieta il velo nei luoghi pubblici come parchi e strade. Una norma difesa dalla stessa Corte Costituzionale, che, ai numerosi ricorsi ricevuti, aveva obiettato che il divieto non costituiva una violazione dei diritti umani. I Paesi Bassi il 2016 hanno approvato alla Camera una restrizione parziale del burqa e del velo integrale, ma la norma deve essere discussa in Senato.

La Germania ci sta lavorando
In Germania la Camera bassa ha approvato un divieto diretto a soldati, impiegati statali e giudici sul posto di lavoro: si attende ora la conferma della Camera alta. Già lo scorso anno Angela Merkel – forse fiutando l'avvicinarsi delle elezioni e preoccupata per il calo della sua popolarità legata alle sue politiche sull'immigrazione – aveva dichiarato che il velo integrale dovrebbe essere bandito «ovunque sia legalmente possibile». La Corte costituzionale federale si era pronunciata a favore di un insegnante che voleva indossare il velo islamico a scuola ma aveva aggiunto che gli Stati federali avrebbero potuto modificare le loro leggi a livello locale.

Italia, Spagna e Regno Unito i più permissivi
In Italia e in Spagna non esiste alcuna legislazione a livello nazionale, ma alcune città hanno liberamente imposto la restrizione ai propri cittadini. Neppure nel Regno Unito esiste una norma nazionale, ma ogni scuola può liberamente stabilire il proprio dress code.