Addio a Helmut Kohl, artefice della Riunificazione e paladino dell'Europa unita

 Helmut Kohl, l’ex cancelliere tedesco, artefice della riunificazione delle due Germanie e uno degli architetti del trattato di Maastricht, si è spento a 87 anni nella sua città natale, a Ludwigshafen

BERLINO -  Helmut Kohl, l’ex cancelliere tedesco, artefice della riunificazione delle due Germanie, colosso della storia europea contemporanea e uno degli architetti dell’integrazione europea, è morto a 87 anni nella casa di Ludwigshafen, sua città natale, stamattina. Il leader tedesco più longevo del dopoguerra, in carica dal 1982 al 1998, era un appassionato sostenitore dell’Europa e fu una figura centrale nella creazione dell’euro. Quando il 52enne leader della Cdu divenne per la prima volta cancelliere della Germania ovest, il suo cognome, che in tedesco significa cavolo, divenne il bersaglio, dall’alto del suo 1,93 di altezza, delle più svariate battute sul cibo, anche grazie alla sua passione per i piatti a base di maiale.

Il mantello della storia
Quando poi il Muro crollò, nel novembre del 1989, «conquistò il mantello della storia», come disse più tardi lui stesso, raggiungendo una statura politica soltanto paragonabile a quella fisica. Nella sua autobiografia l’ex cancelliere ricordava lo sforzo e i timori dietro alla strategia di riunificazione in cui i tedeschi dell’Ovest avrebbero rinunciato a i loro standard di vita e quelli dell’Est temevano di essere trattati come cittadini di serie B. Kohl raccontava anche delle difficoltà nel superare la reticenza del presidente francese Francois Mitterrand ad accettare una Germania riunificata e quella ancora più feroce della Gran Bretagna con la premier Margaret Thatcher.

Germania e Europa unite
«Mi fu subito chiaro che la Lady di ferro volesse mantenere lo status quo…Tutti i timori andavano a una cosa sola, che la Germania sarebbe stata di nuovo forte», scrisse. L’ex leader Cdu rassicurò i due leader che la Germania avrebbe rispettato i confini imposti dagli accordi del 1945 e continuato «spalla a spalla» la strada con i suoi alleati occidentali. La sua ex protegee Angela Merkel lodò il suo contributo alla Germania e all’integrazione europea nel 2012, in occasione del 30esimo anniversario del primo cancellierato di Kohl, sottolienando che gli «europei sono uniti» grazie agli sforzi di Kohl.

I passi verso la riunificazione
La sua convinzione di vedere la Germania nuovamente unita si fece più forte dopo le proteste dell’autunno 1989 quando i cori di Berlino Est passarono da «Siamo un popolo» a «Siamo un unico popolo». Interruppe la visita in Polonia la notte della caduta del Muro e poco più tardi svelò il suo piano in 10 punti per la riunificazione. Kohl convinse anche l’allora presidente americano George H. W. Bush ad accettare una Germania riunificata e persuase il leader sovietico Mikhail Gorbaciov a ritirare le truppe dalla Germania orientale. Combattendo per l’equivalenza dei marchi, di est ed ovest, lottando per un progetto in cui la Germania diventasse centrale nella futura Unione europea e nella Nato, l’ex cancelliere tedesco in meno di 11 mesi dalla caduta del Muro di Berlino, il 3 ottobre 1990 riunificò la Germania, ma a un costo molto alto: disoccupazione alle stelle, marcata povertà a Est, rispetto all’ex parte occidentale, frustrazione. Tutti segnali che portarono alla vittoria del Socialdemocratico Gerhard Schroeder nelle elezioni del 1998. «Il prezzo politico e anche economico del rinvio dell’unificazione sarebbe stato ancora più pesante rispetto all’ostacolo finanziario che abbiamo accettato con la riunificazione rapida», si difese Kohl nel 1996.

Nei cristianodemocratici
Nato da una famiglia cattolica e conservatrice il 3 aprile del 1930 nella città industriale di Ludwigshafen, Kohl si distinse presto all’interno dell’Unione Cristiano Democratica, con a fianco la sempre sorridente moglie Hannelore da cui ebbe due figli. Hannelore, però, soffriva di una malattia agli occhi che le impediva di esporsi al sole e per le sofferenze legate a questo disturbo si tolse la vita nel 2001. Sette anni più tardi Kohl sposò Maike Richter, consulente del ministero dell’Economia, di 35 anni più giovane.

Scandalo
Nonostante la sua reputazione nella storia mondiale sia rimasta ad altissimi livelli, quella in Germania ha subito un duro colpo dallo scandalo della gestione dei fondi neri del partito, per cui Kohl rimise anche la presidenza onoraria della Cdu. Un passo falso di cui approfittò l’ex protetta Merkel, criticata recentemente da Kohl per la gestione della crisi dell’Eurozona. L’ex cancelliere, costretto sulla sedia a rotelle dopo una brutta caduta che gli aveva bloccato la mascella, aveva subito diverse operazioni.

(fonte afp)