15 ottobre 2019
Aggiornato 15:30
Dal clima alla Nato fino al Russiagate

Putin dal Forum di San Pietroburgo accusa gli Usa di isteria: «Vi serve un calmante!»

Dal clima, alla Nato, fino al Russiagate: dal Forum economico di San Pietroburgo il presidente russo Vladimir Putin ha affrontato gli argomenti di maggior attualità in ambito internazionale

SAN PIETROBURGO - La Russia è entrata in una nuova fase di espansione economica, ha dichiarato Vladimir Putin nel suo discorso alla plenaria del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo. Sottolineando che anche gli investimenti esteri sono in netta crescita, anzi, crescono più del prodotto interno lordo, e questo permette di guardare avanti con rinnovati propositi di collaborazioni internazionali «E' iniziata una nuova fase di crescita - ha affermato il presidente russo - il Pil è salito per il terzo trimestre di seguito», inoltre, «complessivamente, gli investimenti nel primo trimestre sono cresciuti del 2,3%. In questo modo, vorrei sottolineare che oggi si è creata una situazione in cui la crescita degli investimenti supera la crescita del Pil». Un contesto che suggerisce di concentrarsi su misure per favorire gli investimenti e la Russia, ha detto il capo del Cremlino, «è pronta al lavoro comune con altri Paesi, alla realizzazione di progetti congiunti che siano di vantaggio per tutti».

L'accordo di Parigi
Il capo del Cremlino ha però anche parlato dei temi alla ribalta nelle cronache internazionali, in primis commentando la decisione di Donald Trump di ritirare gli Stati Uniti dall'accordo sul clima. «Siamo grati al presidente Trump», perché sulla questione del clima ora si possono addossare a lui tutte le colpe: così Putin, ironico, ha avviato un ragionamento sul tema. «Pare che oggi a Mosca abbia nevicato, qui (a San Pietroburgo) piove, ora si può dare la colpa di tutto a lui, all'imperialismo americano», ha detto il presidente russo, riservando una battuta all'ondata di freddo che investe in questi giorni la Russia europea: negli accordi di Parigi si parla di un aumento della temperatura di due gradi, «certo qui ancora non ce ne siamo accorti». Oltre al sarcasmo, però, Putin ha osservato come la cosa potesse essere gestita meglio. Gli Usa, ha osservato, avrebbero potuto non uscire dall'accordo di Parigi, ma cambiare le proprie responsabilità, rimanendo nella cornice di questo accordo, modificandolo o «riscrivendone le regole» e «le basi sulle quali lavorare»

La temperatura aumentata?
Putin, rivolgendosi alla conduttrice americana Megyn Kelly, che coordinava il dibattito, le ha prima chiesto se avesse letto gli accordi di Parigi, e poi, deducendo che non li avesse letti, le ha fatto notare che negli accordi di Parigi è scritto che la temperatura è aumentata di due gradi in tutto il pianeta. «Qua certo non sentiamo che sia aumentata fortemente la temperatura» ha aggiunto Putin, riferendosi alle rigidissime temperature di questi giorni a San Pietroburgo. Per poi lasciar inteso che la situazione del clima non è semplice. "Noi non abbiamo ancora ratificato l'accordo, gli Usa sì», ha aggiunto. Sottolineando che gli Stati Uniti si erano presi la responsabilità:«per ridurre le emissioni bisogna modernizzare la produzione» e bisogna «investire migliaia di miliardi di dollari».  Sul clima, ha aggiunto Putin, il mondo «deve lavorare insieme» con Trump. «Non ci si dovrebbe concentare su questo - ha aggiunto riferendosi agli accordi di Parigi - ma si dovrebbero creare le condizioni per un lavoro congiunto».

Nato
Quindi, Putin è passato ad affrontare il complesso tema dell'Alleanza atlantica. "La Nato è stata creata per la Guerra Fredda, ora non esiste più nè l'Urss nè il Patto di Varsavia. Dunque a cosa serve? È solo uno strumento politico degli Usa», ha detto. Gli Stati Uniti chiedono agli alleati Nato «un aumento delle spese militari e allo stesso tempo dicono che non intendono attaccare nessuno: il conto non torna, perché aumentare la spesa se non si hanno piani bellici»: ha dichiarato, rispondendo a una domanda. Putin ha criticato «l'avvicinamento delle infrastrutture Nato» ai confini russi e ha sottolineato che ai tanti propositi di trasformazione dell'Alleanza che dopo la fine della guerra fredda, a suo avviso, è diventata inutile, non sono seguiti fatti. «Non c'è possibilità di lavorare in modo costruttivo - ha affermato il capo del Cremlino - dicono che la Nato deve lottare in modo più attivo contro il terrorismo e questo noi lo approviamo, siamo d'accordo», ha aggiunto Putin, accusando l'Alleanza di remare contro iniziative russe anti-terrorismo, ad esempio quando Mosca ha organizzato un meeting internazionale sulla lotta al terrore «e gli Usa cercavano di convincere i vari Paesi a non venire: ma perchè questo, cosa significa»

Russiagate
Quanto al Russiagate, Putin ha osservato: «Il problema non è il nostro, ma è all'interno della politica americana. Ma è più facile dire: noi siamo innocenti, sono colpevoli i russi». E ha aggiunto: «E' come quando si diceva che era tutta colpa degli ebrei», ha aggiunto, alludendo ai tempi del nazismo. "Non sono i russi che hanno fatto la cucina di quel candidato» ha affermato il leader russo, senza citare Hillary Clinton e neppure Donald Trump. Putin ha anche detto che nei dossier sulla presunta influenza russa nelle elezioni americane «non c'è nulla di concreto». I sospetti e le accuse sugli incontri dell'ambasciatore russo negli Usa con persone dell'entourage di Donald Trump, compreso il genero del presidente Jared Kushner, sono a suo avviso «roba da matti, isteria». «Il nostro ambasciatore ha incontrato qualcuno. E allora? È il suo lavoro. Deve incontrare gente, per questo viene pagato. Cosa dovrebbe fare, andare solo in giro per uffici?» ha detto Putin, lanciandosi in una ironica invettiva. «Ma siete del tutto impazziti? È il lavoro del diplomatico», ha aggiunto il leader del Cremlino, commentando l'interesse degli inquirenti Usa per il contenuto delle conversazioni tra il diplomatico russo, Sergey Kislyak, e persone vicine a Trump. «Di cosa hanno parlato? Di niente, discorsi generali, niente di concreto, nulla, zero. Davvero da non crederci, isteria. Che dobbiamo fare? Vi serve un calmante?»

Immigrazione
Il Presidente russo ha infine parlato di immigrazione. Milioni di migranti, ha detto, si lanciano nei viaggi della speranza verso Paesi occidentali, ma secondo Putin questo «non è ancora niente» se non si riuscirà a stabilizzare i Paesi d'origine, «lavorando assieme». «Nessuno saprà fermare questa ondata, nessuno può fermare l'aspirazione a una vita migliore, dignitosa, se non si migliorano le condizioni nei Paesi d'origine», ha detto il presidente russo concludendo la plenaria al Forum Economico di San Pietroburgo con un appello a unire le forze a livello internazionale. Chiamato a indicare i temi che possono unire, invece di dividere, sull'arena globale, il leader del Cremlino ha citato la lotta al terrorismo, alla proliferazione delle armi di distruzione di massa e i flussi migratori. «Ci vuole stabilità: se si decide qualcosa assieme, bisogna continuare a lavorare nella stessa direzione, ci sono molte cose che ci uniscono, c'è la possibilità di cambiare il mondo in meglio», ha detto Putin.