24 giugno 2017
Aggiornato 05:00
Pyongyang minaccia un test a settimana

Corea del Nord, Pence: Kim non sfidi determinazione di Trump. Abe: soluzione pacifica

E' ancora alta la tensione tra Corea del Nord e Stati Uniti, con Pyongyang che non sembra disposta a rinunciare alle provocazioni, e l'amministrazione Trump determinata a porre fine all'era della 'pazienza strategica'

SEOUL - Il vicepresidente Usa Mike Pence, che nelle scorse ore è stato in visita in Corea del Sud, ha avvertito la Corea del Nord di non sfidare la determinazione di Donald Trump, dopo aver affermato che per fermare i programmi missilistici e nucleari di Pyongyang «tutte le opzioni sono sul tavolo».

Pazienza strategica finita
«Nelle ultime due settimane il mondo ha visto la forza e la determinazione del nostro nuovo presidente con le iniziative prese in Siria e in Afghanistan. La Corea del Nord farebbe bene a non sfidare la sua determinazione o la forza dell'esercito statunitense nelle regione» ha detto Pence in una conferenza stampa congiunta con il presidente sudcoreano ad interim Hwang Kyo-Ahn. Pence hja dichiarato che l'era della «pazienza strategica» con Pyongyang è finita. La Corea del Nord ha «risposto alle nostre aperture con inganni, promesse rinnegate e test missilistici e nucleari». Gli Usa, che hanno 28.500 uomini in Corea del sud, "sconfiggeranno ogni attacco e risponderanno all'uso di armi convenzionali e nucleari con mezzi schiaccianti ed efficienti».

Nessuna linea rossa
L'amministrazione Trump non intende però tracciare alcuna linea rossa sulla Corea del Nord, che domenica ha effettuato senza successo un test missilistico considerato dagli Usa una «provocazione»«Non credo che vedrete linee rosse», ha detto il portavoce Sean Spicer nel consueto incontro con la stampa. Spicer ha tuttavia detto che Trump non esita: «Quando necessario, il presidente compie azioni decisive», riferimento al lancio di 59 missili contro una base aerea siriana ordinato il sette aprile scorso in risposta a un attacco chimico che Washington crede sia stato opera del presidente siriano Bashar al-Assad.

L'approccio di Obama
La linea rossa originaria è quella tracciata ma non varcata da Barack Obama quando nell'agosto del 2013 circa 1.400 persone morirono in un attacco chimico di proporzioni spaventose alla periferia di Damasco, Siria. Il 44esimo presidente aveva stabilito che l'eventuale ricorso ad armi chimiche da parte del regime di Assad avrebbe rappresentato la «linea rossa» che, se superata, avrebbe suscitato un intervento. Alla fine Obama siglò un'intesa, promossa dalla Russia, con il regime Assad per la rimozione dalla nazione del suo arsenale di armi chimiche.

Nessuna opzione esclusa
L'amministrazione Trump non esclude però alcuna opzione in merito alla Corea del Nord. «Non stiamo togliendo dal tavolo alcuna opzione», ha detto Spicer. Secondo Trump invece «si è capito che quella scelta non è prudente per gli Usa ed è per questo che avete visto un aumento degli sforzi, in particolare con la Cina», su cui Washington preme affinché scoraggi Pyongyang a procedere con i suoi programmi nucleari. «Agiremo sempre nel migliore interesse degli Usa», ha aggiunto il portavoce spiegando che i colloqui tra Trump e il presidente cinese Xi Jinoping sono un esempio di misure proattive per contrastare la minaccia nucleare in arrivo dalla Corea del Nord.

Corea del Nord: un test a settimana
Intanto, la Corea del Nord ha minacciato di compiere test missilistici «ogni settimana», nelle stesse ore in cui il vice presidente degli Stati uniti Mike Pence è impegnato in una visita in Giappone per rafforzare la cooperazione sulla sicurezza di fronte ai rischi del programma di armamento atomico di Pyongyang. Il vice ministro degli Esteri Han Song-Ryol ha detto che il programma atomico nordcoreano può solo subire un'escalation. «Condurremo ulteriori test missilistici su base settimanale, mensile e annuale», ha detto Han in un'intervista alla Bbc, minacciando «guerra totale» se gli Stati Uniti decideranno di prendere iniziative contro Pyongyang.

Abe chiede soluzione pacifica
Il primo ministro giapponese ha chiesto oggi una soluzione «pacifica» della crisi sul programma missilistico e nucleare della Corea del Nord, durante il suo incontro di oggi con il vice presidente degli Stati Uniti Mike Pence. «E' una questione di fondamentale importanza per noi compiere sforzi diplomatici per una risoluzione pacifica della questione» nordcoreana, ha detto Abe. «Allo stesso tempo un dialogo solo per il gusto di dialogare per noi è senza valore ed è necessario esercitare pressione», ha aggiunto il primo ministro di Tokyo. Il vice presidente degli Stati uniti Mike Pence ha ribadito oggi a Tokyo l'importanza dell'alleanza militare tra Usa e Giappone per la pace e la sicurezza di fronte alla minaccia nucleare nord-coreana. «L'alleanza tra Stati uniti e Giappone è una pietra angolare della pace e della sicurezza nell'Asia del Nord-Est», ha dichiarato Pence all'inizio del suo incontro a Tokyo con il premier giapponese Shinzo Abe.