27 febbraio 2020
Aggiornato 23:30
Peskov: impossibile trarre conclusioni, prima scambio informazioni

Attacco in Siria, Giulietto Chiesa: «Operazione per screditare Mosca e Damasco»

Il giornalista Giulietto Chiesa continua a nutrire forti dubbi sulla versione ufficiale dell'attacco a Idlib. Che, a suo avviso, è una gigantesca 'false flag' per screditare Assad e Putin

DAMASCO - L'attacco a Idlib continua a far parlare di sé e a suscitare polemiche. Ma secondo la Russia le accuse degli Stati uniti sull'uso di armi chimiche non sono basate su informazioni «obiettive». Mentre Mosca è convinta che un raid governativo abbia colpito un deposito di armi chimiche dei ribelli, sprigionando il gas, l'Occidente non esita ad addossare la responsabilità a Bashar al-Assad. Al punto che il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato di aver cambiato idea sul Presidente siriano.

I dubbi di Giulietto Chiesa
Ma a qualcuno, la versione ufficiale continua a a non tornare. Tra questi, il giornalista Giulietto Chiesa. «Nei filmati tragici si vedono i "caschi bianchi». Quelli che hanno preso l'Oscar a New York. Ancora una volta la fabbrica del falso inventa crimini della Russia, e di Assad, che presuppongono una stupidità assoluta da parte di Mosca e di Damasco», scrive. 

False fleg
Le cose, per Chiesa, sarebbero andate in tutt'altro modo. Difficile, a suo avviso, affidarsi alla ong Osservatorio per i diritti umani, che è palesemente anti-regime e schierata con i ribelli. E la versione che l'Occidente sostiene pare quantomeno poco logica. Assad ha ormai vinto la guerra, e la Russia deve riconquistarsi credibilità internazionale. Che senso avrebbe avuto quell'attacco? «Nè Putin, né Assad sono stupidi. Ergo: quel bombardamento viene da coloro che hanno le armi chimiche. E che hanno bombardato i civili per far ricadere la colpa su Mosca e su Damasco. Un'altra, sanguinosa e mostruosa false flag operation. Fatta sapendo che l'esercito dei giornalisti mainstream la sventolerà senza sosta», conclude Chiesa.

Chi vuole delegittimare Assad
Qualcosa di simile lo ha sostenuto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, ricordando che un simile attacco può portare benefici solo all'opposizione del governo di Damasco, ai terroristi e ai loro complici. «Ci sono forze che si stanno preparando per delegittimare la leadership legittima della Repubblica araba siriana, e ci sono forze del terrorismo e e di coloro che sostengono i terroristi», ha detto Peskov, parlando di un «crimine mostruoso».

No a conclusioni frettolose
Il funzionario del Cremlino, citato dall'agenzia Ria Novosti, ha sottolineato come sia «impossibile trarre conclusioni», scaricando le colpe su Damasco per l'attacco mortale a Khan Shaikhun di martedì. «C'è bisogno di scambiare informazioni, è necessario confrontare le informazioni disponibili. Le conclusioni si possono trarre solo dopo questo, non prima», ha aggiunto Peskov. «Subito dopo la tragedia, nessuno può avere accesso a questa zona», la piccola città di Khan Sheikhun, nella provincia ribelle di Idlib, ha fatto notare Peskov. «Così, ogni informazione di cui gli Stati Uniti possono disporre (...) non può essere basata su prove materiali o testimonianze obiettive», ha insistito il portavoce del Cremlino.