28 febbraio 2020
Aggiornato 00:30
Mogherini: operativo nelle 'prossime settimane, circa 30 persone'

L'Ue vara il primo comando militare unificato, il primo passo per una Difesa europea

I ministri degli Esteri e della Difesa dell'Unione europea hanno varato oggi il primo "comando" militare unificato dell'Ue, con capacità militare di pianificazione e guida

https://adv.diariodelweb.it/video/askanews/2017/03/20170306_video_19125153.mp4

ROMA - I ministri degli Esteri e della Difesa dell'Unione europea hanno varato oggi il primo «comando» militare unificato dell'Ue, "con capacità militare di pianificazione e di guida», all'interno della sede Ue a Bruxelles, di operazioni «a mandato non executive». Si tratta, in particolare di tre missioni dispiegate in Paesi africani che beneficiano del know-how dei militari europei per una migliore formazione e l'addestramento delle forze locali (Mali, Centrafrica e Somalia).

Operativo a breve termine
Il comando sarà operativo a breve termine. «Dal 1950 è stato difficile fare progressi nel settore della difesa, in cui l'Ue ha una storia piuttosto segnata da divisioni», ha commentato l'Alto rappresentante Ue per la Politica estera e di sicurezza Federica Mogherini, dicendosi «orgogliosa» della decisione. Il nuovo comando sarà "operativo nelle prossime settimane" e vedrà impiegate «circa 30 persone», ha aggiunto. «Non si tratta di un esercito europeo, so che questo termine sta circolando, ma di un modo più efficace di svolgere il nostro lavoro militare», ha insistito il capo della diplomazia europea.

La soddisfazione di Roberta Pinotti
Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha espresso la propria soddisfazione, oggi a Bruxelles, per le decisioni prese dai ministri Ventotto sul Comando militare unificato dell'Ue e sugli sviluppi verso la Difesa comune, con la spinta a nuove iniziative attraverso il ricorso alle «cooperazioni rafforzate»«Noi siamo soddisfatti perché sono dei passi avanti nella direzione giusta. L'Italia - ha ricordato Pinotti parlando alla stampa alla fine del Consiglio congiunto Esteri e Difesa dell'Ue - ha sempre spinto molto perché sulla difesa europea ci fossero effettivamente delle costruzioni comuni».

Cooperazione rafforzata
Da un lato, ha osservato il ministro, «oggi siamo davanti alla possibilità di procedere come un piano che riguarda tutti e 28 i paesi, anche se poi saranno 27, ma oggi sono ancora 28»; d'altra parte, «con la decisione che abbiamo assunto oggi, la possibilità effettiva di fare cooperazioni rafforzate strutturate tra i paesi che vogliono andare più avanti esiste concretamente».

Nuove tecnologie
E sulle cooperazione rafforzate, ha aggiunto Pinotti, «ci sono delle idee in campo: qualcosa, su cui l'Italia è d'accordo, ha proposto per esempio la Germania, nell'ambito sanitario, e ci sono poi delle idee italiane»«Noi - ha spiegato - stiamo lavorando soprattutto su due aspetti: le nuove tecnologie», da una parte, con «l'esigenza di capacità per quello che riguarda l'utilizzo degli aerei a pilotaggio remoto. L'Italia è stato dall'inizio tra i paesi più avanzati nella capacità di gestire anche le modalità di traffico nei cieli, e quindi il sistema di controllo» dei droni.

Formazione
«L'altro tema - ha continuato il ministro - è quello della formazione. Per andare avanti sulla difesa europea, si può immaginare che, per esempio, la Nunziatella (la scuola militare di Napoli, ndr) possa essere non soltanto una scuola di formazione per i giovani e le giovani italiane, ma diventare di ambito europeo». Sarebbe, secondo Pinotti, «una spinta importante verso questo percorso che abbiamo oggi definito»

(fonte afp)