26 maggio 2020
Aggiornato 05:30
Leader ungherese ha sempre parlato male delle sanzioni

Putin dall'euroscettico Orban, e l'ombra di Donald Trump

Il presidente russo Vladimir Putin si trova in Ungheria per colloqui con il premier euroscettico ungherese Viktor Orban. Un incontro strategico, all'ombra del nuovo presidente Usa Donald Trump

MOSCA - Un incontro strategico per il Cremlino in Europa, mentre l'America è già entrata nell'epoca Trump, sebbene resti per gli Usa e anche il Vecchio continente il regime di sanzioni contro Mosca. Il presidente russo Vladimir Putin è oggi in Ungheria per colloqui con il premier Viktor Orban, euroscettico e noto per le sue posizioni non sempre allineate con Bruxelles.

I rapporti tra Russia e Ungheria
Dal faccia a faccia - la prima visita di Putin in Europa dall'elezione di Donald Trump - si attendono sorprese. Anche perchè Orban è stato uno dei pochi leader della Ue a sostenere pubblicamente il nuovo inquilino della Casa Bianca, oltre a godere di stretti legami con Putin. Secondo quanto di apprende dall'ufficio stampa del Cremlino «tra la Russia e l'Ungheria c'è un intenso dialogo politico a tutti i livelli» e «si prevede che durante i colloqui a Budapest particolare attenzione sarà rivolta ai compiti di conservazione e rafforzamento del commercio e alla cooperazione economica, sotto regime di sanzioni Ue nei confronti della Russia». Nonchè «della volatilità dei mercati valutari e dell'instabilità generale dell'economia mondiale».

Nessuna opposizione formale alle sanzioni
Pur avendo parlato sempre malissimo delle misure antirusse, Orban sinora non ha rotto le righe con l'UE e non si è opposto formalmente alle sanzioni che fin dalla loro introduzione nel 2014 hanno colpito non solo l'economia russa, ma anche l'export di molti Paesi europei, compresa l'Italia che, in sede diplomatica, ha saputo mostrare sicuramente più capacità di dialogo rispetto a chiunque altro. Soprattutto quando l'allora premier Matteo Renzi ha prima reso non automatico il rinnovo delle sanzioni in sede europea e poi ha bloccato a ottobre scorso un'ipotesi di nuove sanzioni.

Il gas
Resta comunque il fatto che Orban rappresenti un leader populista, che potrebbe far gioco a Mosca in un periodo così complesso per l'Europa. Il vecchio continente vive infatti un'epoca di profondi cambiamenti sociali e politici, con alle porte elezioni in numerosi Paesi chiave come l'Olanda, la la Francia, la Germania e anche l'Italia. Da notare come l'Ugheria dipenda quasi totalmente dall'energia russa. Non a caso il Cremlino indica come «direzione principale» della cooperazione bilaterale l'energia. «Nel consumo totale di energia in Ungheria oltre il 75% di petrolio e il 60% del gas naturale è rappresentato dalle importazioni dalla Russia. Fino alla fine del 2019 sono in vigore contratti di fornitura a lungo termine del paese di gas naturale russo».

Espansione della cooperazione bilaterale
Sempre secondo il Cremlino «l'incontro sarà una continuazione di contatti regolari tra i due leader: a partire dal 2010, Putin e Orban si sono visti 6 volte. Nel corso del meeting è prevista la discussione delle prospettive di ulteriore espansione della cooperazione bilaterale, anche nel contesto dell'attuazione degli accordi raggiunti durante la visita a Mosca di Orban il 17 febbraio 2016».

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