25 gennaio 2020
Aggiornato 22:00
Contro gli «sprechi»

Francia, Le Pen: niente scuola pubblica e sistema sanitario per i figli dei clandestini

Secondo Marine Le Pen, leader del Front National, i figli degli immigrati clandestini non dovrebbero avere diritto a un posto nella scuola pubblica

La leader del Front National Marine Le Pen.
La leader del Front National Marine Le Pen. Shutterstock

PARIGI - Ha le idee chiare Marine Le Pen, leader del Front National francese e favorita insieme a Francois Fillon,vincitore delle primarie del centrodestra, per le prossime presidenziali. Secondo la Le Pen, i figli degli immigrati clandestini non dovrebbero avere diritto a un posto nella scuola pubblica.

Basta welfare ai clandestini
«Non ho nulla contro gli stranieri ma dico loro: se venite nel nostro Paese, non vi aspettate di essere accuditi, curati dal sistema sanitario e che i vostri figli vengano educati gratis, tutto questo è finito, la ricreazione è finita», ha dichiarato la leader dell'estrema destra francese parlando ad una conferenza a Parigi.

Nel mirino della Le Pen gli irregolari
Successivamente, Le Pen ha chiarito di volersi riferire solo a quegli immigrati che si trovano in Francia clandestinamente, i cosiddetti «sans-papiers",e non a tutti gli stranieri indistintamente; tuttavia, ha aggiunto, qualsiasi cittadino straniero che utilizzi i servizi sociali francesi dovrebbe contribuire con un'imposta.

La ricreazione è finita
La dichiarazione è suonata come una risposta alle recenti uscite di François Fillon, che ha spiegato di voler risparmiare sulle spese dello Stato, privatizzando, ad esempio, una parte del welfare. Per la Le Pen, invece, se si vogliono evitare «sprechi», una delle soluzioni è quella di erodere diritti ai clandestini. «Considero che la solidarietà nazionale si debba esprimere verso i francesi», ha detto, assicurando di non avere nulla contro gli stranieri. Ma «se venite nel nostro Paese, non vi aspettate di essere assistiti, curati o che i vostri figli vengano curati gratis. Ora la ricreazione è finita»