18 febbraio 2019
Aggiornato 05:00
Le reazioni del governo italiano

Usa 2016, Renzi: buon lavoro a Trump. Gentiloni: vittoria dall'importanza storica

Matteo Renzi era stato tra i pochi leader a esprimere esplicitamente il proprio appoggio a Hillary Clinton. Ecco i suoi commenti sulla vittoria di Trump e quelli del ministro Gentiloni

Il premier Matteo Renzi.
Il premier Matteo Renzi. Shutterstock

ROMA - Era stato tra i pochi leader europei ad esprimere il proprio esplicito endorsement a Hillary Clinton, dichiarando: Matteo Renzi esprime «rispetto per il voto» negli Usa e si dice pronto a «collaborare» con il nuovo presidente degli Stati Uniti. Parlando all'iniziativa dei sindaci per il sì, il presidente del Consiglio ha commentato: «Chi avrebbe mai detto un anno fa che la campagna di Donald Trump avesse potuto avere tanto consenso. Noi diciamo che abbiamo rispetto per il voto del popolo americano, che collaboreremo con la nuova presidenza degli Stati uniti e contemporaneamente dobbiamo fare una riflessione su cosa debba essere l'Italia e l'Europa nei prossimi anni».

Gentiloni: vittoria dall'importanza storica
Secondo il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, la vittoria di Donald Trump «ha un'importanza storica», ma la linea di politica estera dell'Italia «continua», senza cambiare «a seconda di chi è l'inquilino della Casa Bianca»«Credo che la notte che abbiamo alle spalle, è una notte che sarà ricordata, ha un'importanza storica», ha detto il titolare della Farnesina, ospite di Radio Anch'io, «Credo che sarebbe un errore minimizzarne la portata. D'altra parte è stata anche una sorpresa, forse si tenderà a minimizzare perchè in questi casi c'è sempre un po' il senno di poi. Ma non c'è dubbio che la vittoria di Trump è un fatto importantissimo e largamente inatteso, che cambierà molte cose nel mondo».

Rispetto per il risultato elettorale
«La prima cosa per il governo», ha proseguito il capo della diplomazia italiana, «è quella di esprimere rispetto per gli elettori e il risultato elettorale, abbiamo davanti un'America divisa, non c'è dubbio: come sapete credo ci sia uno 0,7-0,8 per cento di differenza, alla fine avranno votato 130 milioni di americani e ci sarà una differenza di un milione tra i due. Però questo è accaduto spesso, è accaduto talvolta che il presidente eletto non avesse addirittura la maggioranza del voto popolare».

Rapporti di amicizia e collaborazione
Rispetto dunque per il risultato, dopo di che - ha ricordato Gentiloni - «è chiaro che l'Italia continua nei suoi rapporti di amicizia e collaborazione con gli Stati Uniti e continua anche con la sua linea di politica estera, che come è noto è una linea di apertura, cooperazione, rifiuto di protezionismi ed egoismi. Non è che questo cambia a seconda di chi è l'inquilino della Casa Bianca».

L'Europa deve fare la sua parte
Ma l'Europa è più sola con l'avvento di Trump alla Casa Bianca? «Io penso che (l'Europa) debba fare la sua parte, in questo momento vuol dire due cose», ha detto Gentiloni nel suo intervento a Radio Anch'io, «La prima è che noi - il governo italiano ma non solo, anche moltissimi governi europei - abbiamo un'impostazione che punta sulla collaborazione internazionale, l'apertura al commercio, il rifiuto delle chiusure e degli egoismi e su questa linea ovviamente andremo avanti con tutta l'intenzione di collaborare, ci mancherebbe, con gli Stati Uniti, con i quali siamo alleati da settant'anni».

Aumentare il livello di comprensione delle difficoltà economiche
«La seconda credo sia che dobbiamo anche aumentare il livello di comprensione delle difficoltà economiche in cui la globalizzazione ha fatto precipitare una parte dei cittadini», ha sottolineato il ministro degli Esteri italiano, «Adesso è inutile fare analisi affrettate della vittoria elettorale di Trump, ma non c'è dubbio che quello che spesso si è denunciato in questi ultimi tempi - la grande apertura per la quale continuiamo a combattere del commercio, del contesto internazionale - ha prodotto degli effetti sulla parte più povera della classe media che poi si fanno sentire non solo negli Stati Uniti, ma anche in Europa».