28 febbraio 2020
Aggiornato 02:30
Per i sondaggi, ha vinto Hillary. Ma è così?

Clinton-Trump, dibattito al vetriolo. Donald: «Manderei Hillary in carcere»

Lo davano per spacciato, a causa del video con dichiarazioni sessiste pubblicato venerdì. Ma in questo dibattito Donald Trump si è difeso benissimo. Nonostante per la stampa abbia vinto Hillary

https://adv.diariodelweb.it/video/askanews/2016/10/20161010_video_10094654.mp4

NEW YORK - Il primo dibattito tra Hillary Clinton e Donald Trump si era concluso con la vittoria netta, proclamata dai media mainstream, della prima sul secondo. In quell'occasione, Hillary era apparsa più sicura e preparata, mentre le idee del miliardario erano sembrate abbastanza confuse. Quest'ultimo duello, combattuto senza esclusione colpi, sembra aver ristabilito un certo equilibrio. Certo, la stampa ha anche questa volta consegnato la palma della vittoria a Hillary, ma con uno scarto decisamente più contenuto del precedente: il 57% per la democratica contro il 34% per il suo rivale. Ma per il 63% dei repubblicani, The Donald  è andato meglio delle aspettative. Perché nei giorni scorsi era stato duramente attaccato da democratici e repubblicani insieme per un video in cui pronunciava parole sessiste e offensive per il genere femminile.

Su Twitter ammirano la performance di Trump
E invece, questo dibattito ha dimostrato, se ancora ce ne fosse bisogno, che attacchi di questo genere difficilmente riescono contro The Donald. Il quale, peraltro, ha contestato l'incoronazione (di misura) da parte dei media della democratica. Sul suo suo sito ha infatti riportato i numerosissimi tweet di coloro che, seguendo il dibattito e al di là degli schieramenti politici, giudicavano la performance del repubblicano vincente. In effetti, se fino a qualche ora prima lo si dava per spacciato, Trump ha dimostrato di saper schivare in maniera sorprendente i colpi del fuoco incrociato azionato contro di lui. E' stato un confronto dai toni asprissimi, in gran parte giocato su vicende personali dei due candidati, e Donald ha addirittura minacciato di mandare in carcere la sua rivale democratica per il suo uso delle e-mail da segretario di Stato. 

Lo scandalo non l'ha affossato
Il magnate newyorchese ha cercato di spostare l'attenzione dallo scandalo che l'ha visto protagonista. Dopo il disastro delle ultime 48 ore, era finito nel punto più basso possibile, ma, com'era prevedibile, una vicenda che avrebbe affossato chiunque non è riuscita a distruggere lui. Per via - come più volte abbiamo già sottolineato - dell'immagine fortemente alternativa all'establishment che si è costruito, e dell'abilità del candidato nel rendere il suo essere «politicamente scorretto» il suo principale punto di forza, ciò che lo fa apparire «verace» e «di pancia». Donald - è l'idea comunicata - è così come appare: le sue affermazioni possono essere disgustose, ma derivano dal suo modo di essere, che non nasconde nient'altro sotto il tappeto. Gli altri politici - è il corollario - sono invece cultori delle apparenze, non direbbero mai ciò che dice Trump in pubblico, ma forse, nelle private stanze, fanno ben di peggio.

L'autodifesa di Trump
Durante il duello, l'immobiliarista si è difeso così: «Erano chiacchiere da spogliatoio. Non ne sono orgoglioso. Chiedo scusa alla mia famiglia e agli americani. Ma erano chiacchiere. Viviamo in un mondo in cui l’ISIS taglia le teste alle persone, in cui la gente annega in vasche d’acciaio, e ci sono guerre, e orribili, orribili scontri. Non abbiamo mai avuto niente del genere, massacri in tutto il mondo. […] Sì, quel video mi mette in imbarazzo. Lo detesto. Ma sono chiacchiere. Io sconfiggerò l’ISIS. Sconfiggeremo l’ISIS». E subito dopo, come aveva promesso ma non aveva ancora fatto, ha colpito duro sulla questione del rapporti con le donne dell'ex presidente Bill Clinton.

La vicenda di Bill Clinton
Trump ha ricordato ai telespettatori una serie di accuse di molestie sessuali, in un caso addirittura stupro, avanzate decenni fa contro l'ex Presidente. Rispondendo alla valanga di critiche che l'hanno investito, Trump ha colpito duro: mentre lui parlava, Bill passava ai fatti. «Le mie erano parole, le sue azioni» ha detto, affermando che «nella storia della politica di questo Paese nessuno ha mai abusato tanto delle donne». E prima del dibattito, Trump si è incontrato con tre donne che hanno accusato Bill Clinton di attenzioni sessuali moleste, tra cui Juanita Broaddrick, che sostiene che Clinton l'abbia violentata nel 1978. Per far salire la tensione, il candidato repubblicano ha fatto accomodare le tre donne tra il pubblico, dove c'era anche Bill Clinton. «Curioso», in effetti, che nelle ultime 72 ore i media si siano concentrati a parlare delle pur rivoltanti dichiarazioni di Trump, senza riservare lo stesso trattamento a Bill Clinton. Nonostante la stessa Juanita Broaddrick abbia concesso un'intervista in cui racconta quanto sarebbe accaduto con l'ex presidente degli Stati Uniti.

Rispetto per le donne
Ad ogni modo, Trump ha specificato di avere  «un tremendo rispetto per le donne». Alla domanda diretta se abbia mai fatto le cose di cui parla nel video, Trump ha replicato: «No, non l'ho fatto». Ma Clinton ha messo ancora una volta in questione la capacità di Trump di occupare la Sala Ovale, dicendo che non è solo il video a preoccupare. «Ha preso di mira anche immigrati afroamericani, latinos, disabili, musulmani e altri».

Donald manderebbe Hillary in carcere
Uno dei momenti più agguerriti del dibattito è stato quando Trump ha toccato nuovamente il tema della email di Clinton. Il miliardario ha sostenuto che l'uso di un server privato mentre era segretario di Stato e la diffusione di informazioni sensibili di sicurezza nazionale sono punibili con il carcere e che lui farebbe di tutto mandarcela. «Se vinco, dirò al procuratore generale di aprire un'inchiesta speciale sulla tua situazione, perchè non ci sono mai state tante bugie» ha detto. «E' una vera disgrazia». Clinton ha replicato sostenendo che è «un gran bene» che una persona con il carattere di Trump non guidi il Paese. «Perchè altrimenti saresti in prigione» è esploso lui, interrompendola.

Colpa di Lincoln
Trump, però, ha dato la sua miglior risposta nel dibattito qualche minuto dopo, parlando del contenuto delle email dello staff di Clinton diffuse da Wikileaks, soprattutto quella in cui Clinton racconta di aver visto il film Lincoln e spiega che «un politico su ogni tema deve avere una posizione pubblica e una privata». Trump ha obiettato: «Quindi ora sta cercando di dare la colpa delle sue bugie ad Abraham Lincoln. Questa mi mancava».

Il ruolo della Russia
Altro argomento (come prevedibile) infuocato, i rapporti con la Russia. A luglio, Trump provocò grande indignazione quando invitò la Russia a scovare le email mancanti del periodo in cui Clinton era segretario di Stato. Venerdì la Casa Bianca ha accusato formalmente le Russia di aver rubato e pubblicato alcune email del Comitato nazionale democratico. Clinton ha colto la palla al balzo: «Nella storia del nostro Paese non siamo mai stati nella situazione in cui un avversario, una potenza straniera, lavora tanto per influenzare l'esito di un'elezione». L'accusa è cristallina: Mosca starebbe cercando di «influenzare l'elezione in favore di Donald Trump». «Forse perchè dice di essere d'accordo con molte cose che Putin vuole fare, forse perchè vuole fare affari a Mosca». Trump ha però schivato l'attacco, osservando come i democratici «danno sempre la colpa alla Russia» nel tentativo di «offuscarlo» associandolo a Mosca.

Ricette opposte sulla Siria
I due candidati si sono scontrati duramente anche sulla politica estera, in particolare sulla Siria, anche in questo caso senza esclusione di colpi. Quando Hillary Clinton ha proposto di armare i curdi e di istituire una no-fly zone, Trump ha invece sconfessato la posizione del suo vice Mike Pence, che diceva di voler bombardare le forze di Assad, perché «la Siria sta combattendo l’ISIS. Non mi piace Assad ma Assad sta uccidendo l’ISIS. La Russia sta uccidendo l’ISIS. L’Iran sta uccidendo l’ISIS. E questo per via della nostra debole politica estera».

Comunicazione non verbale
A livello di comunicazione non verbale, nonostante l'aggressività delle sue posizioni, il miliardario è comunque sembrato meno a proprio agio della sua rivale. Il format del programma prevedeva che i due candidati stessero in un'arena, microfono in mano, e rispondessero alle domande del pubblico, con la presenza di due moderatori che Trump ha spesso accusato di continuare a interromperlo: «Tre contro uno», ha sentenziato. Il candidato repubblicano, in quel contesto, camminava spesso da una parte all'altra fermandosi, di tanto in tanto, dietro alla sua rivale. Che invece sembrava visivamente più padrona della situazione.

Cosa apprezzi dell'altro?
La domanda finale del dibattito, nella quale è stato chiesto ai candidati di dire ciascuno una cosa positiva dell'altro, ha finalmente allentato la tensione. Se all'inizio del confronto i due rivali non si sono nemmeno stretti la mano, a quel punto hanno dovuto mostrare apprezzamento per almeno una caratteristica dell'altro. «Rispetto i suoi figli» ha detto Clinton sorridendo e volgendo lo sguardo verso Ivanka, Eric e Donald Trump Jr, che ha descritto come «incredibilmente capaci» e devoti. Quanto a Trump, ha dichiarato: «Non sono d'accordo con quasi nulla di quel che dice o fa, ma questo lo rispetto. Non molla mai, non cede. Questo lo rispetto». E ha chiosato: «Non sono d'accordo con molte cose per cui combatte, ma certamente combatte duro». E alla fine, ma solo alla fine, la stretta di mano c'è stata.