13 luglio 2024
Aggiornato 18:30
L'autista del camion

Attentato di Nizza, ecco chi era davvero l'attentatore

Secondo le prime ricostruzioni si tratta di un lupo solitario con problemi mentali. Era nato in Tunisia e aveva due figli. Ma non salutava mai i vicini e si era isolato dopo la separazione dalla moglie

NIZZA - Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, colui che è sospettato di aver guidato il tir impazzito sulla folla a Nizza, uccidendo 84 persone, era un uomo «solitario», «silenzioso», «che non diceva mai buongiorno» e anche «poco religioso», noto alle forze dell'ordine per reati minori, ma non schedato nella famosa Fiche S, quella che compete ai servizi di intelligence.

Un lupo solitario con problemi mentali
E' questa la personalità che emerge dal racconto dei vicini di casa e dalle prime informazioni diffuse dagli investigatori sull'attentatore di Nizza che hanno trovato un documento con il suo nome nel camion accanto al corpo dell'attentatore. Un lupo solitario, comunque un uomo con problemi comportamentali, più che un evidente fanatico affiliato al jihadismo con collegamenti diretti con l'Isis.

Era nato in Tunisia e aveva tre figli
Il 31enne non viveva da molti anni in Francia, era nato in Tunisia, nella zona di Sousse, e meno di un anno fa era riuscito ad ottenere un patentino per la guida dei mezzi pesanti come quello che utilizzato per falciare la folla festante che assisteva ai fuochi d'artificio per il 14 luglio lungo la Promenade des Anglais di Nizza. L'uomo, il cui nome è stato diffuso dai media francesi, era sposato e aveva tre figli ed era stato denunciato per violenze verso la compagna da cui era separato da poco.

I vicini lo definiscono «silenzioso»
Da un paio di settimane era sotto controllo giudiziario dopo essere stato fermato dalla polizia per un incidente con il camion: aveva perso il controllo del mezzo ed era finito contro alcune automobili. Viveva nella zona Nord di Nizza dove gli inquirenti oggi hanno perquisito la sua abitazione e due edifici sono stati sgomberati per un'allarme bomba. Dei vicini, stando sempre alla stessa fonte, lo descrivono come un individuo «silenzioso» che la sera rientrava a casa con la bicicletta.

Si era isolato dopo la separazione dalla moglie
Secondo alcuni si era «isolato» dopo la separazione. Abitava da due anni nella zona ma non salutava mai e non aveva contatti con nessuno. Una vicina, Alexia, ha dichiarato di aver parlato con il 31enne soltanto una volta, per un problema elettrico, perché aveva tagliato i fili del contatore sbagliato. Anan, un'altra vicina, ha dichiarato che si trattava di «un bell'uomo ma fissava troppo le mie due nipoti». Jasmine lo ha descritto come «un uomo cattivo».

(fonte afp)