13 novembre 2019
Aggiornato 18:30
L'Alto Rappresentante per la Politica Estera a La Repubblica

Attacchi a Bruxelles, la «ricetta» della Mogherini contro il terrorismo

Federica Mogherini esorta l'Europa a fare «quello che deve essere fatto» dopo gli attentati di Bruxelles, anzi, che andava fatto molti anni addietro, indicando nelle decisioni «senza seguito» il vero problema dell'Ue che fatica ad affrontare l'emergenza terroristica e continua a procedere in ordine sparso nelle indagini

BRUXELLES - Federica Mogherini esorta l'Europa a fare «quello che deve essere fatto» dopo gli attentati di Bruxelles, anzi, che andava fatto molti anni addietro, indicando nelle decisioni «senza seguito» il vero problema dell'Ue che fatica ad affrontare l'emergenza terroristica e continua a procedere in ordine sparso nelle indagini, nella raccolta di informazioni. In una intervista a La Repubblica, l'Alto rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza europea ricorda quanto era stato stabilito e messo nero su bianco dopo gli attacchi alle Torri Gemelle nel 2001: «E' necessario migliorare la cooperazione e lo scambio di informazioni tra i servizi di intelligence dell' Unione. A questo scopo occorre creare squadre di investigazione comuni. Gli Stati membri devono condividere tutte le informazioni utili riguardanti il terrorismo con Europol, sistematicamente e senza indugi. Senza indugi? Questo risale a 15 anni fa».

No all'approccio nazionale
«L' idea che l' approccio europeo non funziona e quelli nazionali sì, è una pura illusione. E' vero il contrario. Perchè quella che abbiamo oggi è la via nazionale all'anti-terrorismo, non quella europea - argomenta la responsabile della diplomazia Ue - E' l' approccio nazionale che non ha funzionato perchè il mondo è globalizzato, l' Unione è integrata e le connessioni con il resto della regione sono forti. E' chiaro a tutti che occorrono strumenti europei per far fronte ad una minaccia che è, come minimo, su scala europea».

Le lacrime
Quanto alle lacrime che non ha trattenuto, commentando gli attacchi a Bruxelles dalla Giordania e che le hanno procurato anche critiche in Italia, Mogherini dice «da una parte, le lacrime hanno rivelato i miei sentimenti umani. Dall' altra mi dispiace che abbiano coperto il contenuto del mio messaggio dalla Giordania, un paese con cui condividiamo le priorità per prevenire la radicalizzazione. Abbiamo bisogno che l' Islam sia parte della nostra battaglia. Abbiamo bisogno che le voci musulmane contro il terrorismo siano udite di più. Al di là delle emozioni, il compito delle istituzioni è di reagire e di lavorare».

(Con fonte Askanews)