18 gennaio 2020
Aggiornato 03:30
Campagna mediatica guidata da principe della famiglia reale

Tensione Riad-Washington, sauditi: Obama falso e debole

'Falso' e 'debole'. Così i media ufficiali sauditi definiscono il presidente americano Barack Obama reo, ai loro occhi, di avere in una recente serie di intervsite al The Atlantic Magazine, accusato alcuni Paesi alleati tra i quali anche l'Arabia saudita, di essere degli 'scrocconi'

NEW YORK - «Falso» e «debole». Così i media ufficiali sauditi definiscono il presidente americano Barack Obama reo, ai loro occhi, di avere in una recente serie di intervsite al The Atlantic Magazine, accusato alcuni Paesi alleati tra i quali anche l'Arabia saudita, di essere degli «scrocconi» («Free riders») che hanno trascinato Washington «in pesanti conflitti settari che talvolta hanno poco a che fare con gli interessi americani».

Campagna mediatica
Una vera e propria campagna mediatica guidata addirittura da un personaggio della famiglia reale come il principe Turky al Faisal, ex capo dell'intelligence del Regno nonche ex ambscaitore di Riad a Washington. Non certo un benvenuto, quello riservato all'inquilino della casa Bianca atteso per il 21 aprile prorio a Riad per un summit con i leader dei Paesi del Golfo su sicurezza e Isis, come annunciato oggi dalla casa Bianca.

Ostilità
Il primo ad aprire le ostilità è il principe al Turky che firma una lettera aperta sul quotidiano saudita in lingua inglese «Arab News». «No signor Obama, noi non cantiamo fuori dal coro», titola al Turky la sua lettera per rispondere così allo sfogo di Obama: «Noi non montiamo il cavallo degli altri per raggiungere i nostri obbiettivi. Noi siamo quelli che hanno condiviso con te le nostre informazioni che hanno impedito attacchi terroristici mortali contro l'America, noi abbiamo preso l'iniziativa per tenere le riunioni che hanno portato alla costituzione della Coalizione (anti-Isis, ndr), noi coombattiamo l'Isis, addestriamo i siriani liberi che combattono il grande terrorista Bashar al Assad». Una articolata argomentazione per respingere le accuse dell'alleato Obama.

Invettive non isolate
Le invettive del principe non sono isolate. Negli ultimi due giorni i media ufficiali in coro si uniscono ad aperte critiche al presidente arrivato a fine mandato. Il quotidiano «Okaz» della capitale arriva addirittura a definire Obama «un falso» e «un debole» che «ha sposato gli orientamenti dell'Iran e rimasto in silenzio di fronte al suo espasionismo nella regione e del suo sostegno al terrorismo». Insomma, per «Okaz», «Teheran è riuscita così a convincere l'amministrazione Obama che i sciiti sono le vere vittime del terrorismo». Un giudizio negativo ribadito da autorevoli personaggi del regno come il docente universitario e scrittore politico Mohammed al jaman che di Obama ha scritto così: «da quando è iniziato il suo mandato che la politica estera americana soffre della perdita di alleati e di fallimenti continui. Politiche che sono state uno schiaffo agli alleati causando la perdità del peso politico e della posizione nel mondo degli Stati Uniti».

(Con fonte Askanews)