28 giugno 2022
Aggiornato 03:00
Oggi riunione ministri Difesa Alleanza

E ora per bloccare i migranti si vuole chiamare anche la Nato

Ankara e Berlino hanno proposto di chiedere l'intervento della Nato per coadiuvare nel controllo delle frontiere esterne e per contrastare i trafficanti

DAMASCO - I ministri della Difesa della Nato vaglieranno «molto seriamente» la richiesta di aiuti formulata dalla Turchia e dalla Germania per far fronte alla crisi migratoria. Lo ha dichiarato il segretario generale dell'Alleanza, Jens Stoltenberg, a Bruxelles. Ankara e Berlino hanno infatti chiesto che l'intervento della Nato per aiutare a sorvegliare le coste turche e contrastare il traffico di migranti organizzato dagli scafisti.

Sorveglianza in mare
«Vogliamo sfruttare l'incontro dei ministri della Difesa dei Paesi Nato per discutere della possibilità e in che misura la Nato possa contribuire in materia di sorveglianza in mare per sostenere il lavoro di Frontex e delle guardie costiere», ha dichiarato Merkel.

La posizione della Nato
«La crisi dei rifugiati e dei migranti è un grave argomento di preoccupazione per tutti noi e penso che vaglieremo molto seriamente la richiesta di aiuti della Turchia e di altri alleati per vedere come la Nato può aiutarli a gestire la crisi», ha detto Stoltenberg ieri, alla vigilia di una riunione dei ministri della Difesa dell'Alleanza a Bruxelles. 

Dibattito aperto
Il dibattito sull'utilizzo di risorse Nato è «in fieri, totalmente aperto. La Germania ha un atteggiamento di grande cautela». Lo ha specificato l'ambasciatrice della Repubblica Federale di Germania in Italia, Susanne Marianne Wasum-Rainer, nel corso dell'audizione al Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, nell'ambito dell'indagine conoscitiva gestione del fenomeno migratorio nell'area Schengen. «Assieme all'Italia», ha aggiunto la diplomatica tedesca, «partecipiamo a un dispositivo ad hoc che utilizza anche risorse militari, Eunavfor Med, ma è una missione umanitaria per il salvataggio in mare dei naufraghi. La questione di utilizzare risorse militari per il controllo delle frontiere non è stata ancora oggetto di una decisione definitiva in Germania e ripeto la Germania è estremamente cauta su questo aspetto».

Il 'sì' di Tsipras
Ogni eventuale coinvolgimento della Nato nella crisi dei migranti deve rimanere «circoscritto alle coste turche e garantire i diritti sovrani greci». E' quanto ha detto oggi il premier greco Alexis Tsipras alla cancelliera tedesca Angela Merkel, dopo l'annuncio arrivato ieri da Ankara di un possibile intervento dell'Alleanza atlantica. «Se riguarda la lotta ai trafficanti sulle rive turche - ha puntualizzato Tsipras - noi non lo consideriamo in modo negativo».

I dubbi di Alfano
«Bisognerà parlarne, non è un tema da poco». Questo il primo commento che il ministro dell'interno Angelino Alfano ha rilasciato a «Voci del Mattino», Radio1 Rai, a proposito dell'ipotesi della cancelliera tedesca Merkel di coinvolgere la Nato nella gestione dell'emergenza profughi nel Mare Egeo. «Nel momento in cui si fa ricorso all'Alleanza Atlantica, si riconosce l'esistenza di un pericolo legato alla sicurezza esterna, un pericolo che riguarda il terrorismo. La Nato evidentemente interviene in casi che non riguardano in modo specifico la questione dei migranti - ha sottolineato il capo del Viminale - ma quando i rischi sono diversi e a livello più ampio di comunità internazionale, non solo di Europa, si riconosce l'esistenza di questi rischi. Ricorrere alla Nato da un lato potrebbe aiutarci, dall'altro sarebbe l'affermazione del fatto che il tema non è quello dell'emigrazione ma qualcosa di molto più ampio e insidioso»«D'altra parte - ha osservato Alfano - Frontex è nata come un'agenzia gracilissima. La missione 'Triton', che è stata messa in piedi nel Mediterraneo, è la più grande mai gestita da Frontex. In questi mesi si è trasformata un'agenzia che non aveva alcuna consistenza in qualcosa che ha funzionato. E' però evidente che non sia ancora all'altezza di tutti i suoi compiti, anche perché gli Stati non le hanno dato la forza che meriterebbe e di cui avrebbe bisogno per presidiare le frontiere europee. E' chiaro che se non siamo in grado di presidiare queste frontiere, siamo di fronte a una sconfitta dell'Europa. O l'Europa capisce che questa è la sfida del futuro, oppure andrà verso il declino. Perché - ha concluso il ministro dell'Interno - non esiste nessuna unione o confederazione di Stati che abbia cancellato le frontiere interne, come abbiamo fatto noi con Schengen, senza poi presidiare più efficacemente la frontiera esterna».

(Con fonte Askanews)