17 ottobre 2019
Aggiornato 19:30
Il presidente ucraino ha chiesto aiuto a Usa e Ue

Ucraina, Poroshenko rivuole la Crimea

Il presidente ucraino, Petro Poroshenko, vuole il sostegno di Unione Europea e Stati Uniti per ottenere il ritorno della Crimea sotto il controllo di Kiev. Il presidente ucraino ha inoltre promesso di riconquistare nel 2016 la sovranità sull'Est separatista

KIEV - Il presidente ucraino, Petro Poroshenko, vuole il sostegno di Unione Europea e Stati Uniti per ottenere il ritorno della Crimea sotto il controllo di Kiev. Il presidente ucraino ha inoltre promesso di riconquistare nel 2016 la sovranità sull'Est separatista.

Le intenzioni di Poroshenko
Poroshenko ha spiegato che Kiev intende lanciare «un processo internazionale...che comprende l'Unione Europea, gli Stati Uniti e possibilmente i firmatari del Memorandum di Budapest» che potrebbe sbloccare la morsa della Russia sulla penisola strategica del Mar Nero, presa nel 2014. «Nel 2016, dobbiamo inoltre garantire il rinnovamento della sovranità dell'Ucraina sui territori occupati nell'Est di Lugansk e Donetsk», ha affermato il leader filo-occidentale nel corso di una conferenza stampa trasmessa in tv.

Reazione alle sanzioni
L'Ucraina ha annunciato nei giorni scorsi che lancerà questa settimana una rotta commerciale per le sue merci con la repubblica ex sovietica dell'Asia centrale del Kazakistan, bypassando la Russia che applica contro i prodotti di Kiev un embargo. La Russia questo mese ha attivato nuove sanzioni contro l'Ucraina in risposta alla decisione di Kiev di attivare l'area di libero scambio con l'Unione europea. Tra i divieti attivati con l'embargo russo, c'è anche quello di far transitare merci ucraine dirette alle repubbliche ex sovietiche dell'Asia centrale. Durante un incontro con il primo ministro Arseniy Yatsenyuk, il ministro delle Infrastrutture ucraino Andriy Pyvovarski ha detto che forniture «sperimentali» via Georgia e Azerbaigian saranno inviate verso il Kazakistan da venerdì. Il ministro ha parlato di una nuova «Via della Seta che non solo darà alle merci ucraine un accesso alternativo a mercati nel quali sono storicamente molto forti, ma creerà anche una nuova rotta commerciale tra Asia ed Europa occidentale».

Contromisure
Come se non bastasse, nelle scorse ore centinaia di attivisti ucraini hanno bloccato la distribuzione delle sigarette in diverse città dell'Ucraina, in un atto di boicottaggio mirato a un oligarca russo che controlla buona parte del settore sia in patria che nelle regioni ucraine. Il deputato Sergiy Vystotskiy ha riferito che l'azione è stata lanciata in contemporanea a Kiev, a Leopoli e in altre località più marcatamente anti-russe. Centinaia di militanti hanno preso di mira i magazzini di una società controllata dal magnate della distribuzione Igor Kasaev, basato a Mosca e presidente del Gruppo Mercury, che controlla il 70% del mercato delle bionde in Russia e oltre il 90% di quello ucraino e kazako. Secondo Vystotskiy, l'oligarca russo ha spartito «fifty fifty il suo business con la famiglia Yanukovich»: così vengono descritti gli alleati dell'ex presidente spodestato nel 2014 dalla rivoluzione di piazza a Kiev, che avrebbero ampiamente approfittato in termini economici della vicinanza al capo dello Stato. In particolare nella città di Leopoli, cuore del nazionalismo ucraino, circa 300 persone si sono riunite stamattina per cercare di bloccare l'ingresso nello stabilimento della società russa. «Il business russo non solo si troverà a disagio in Ucraina, ma sarà costretto a lasciare il Paese», ha spiegato un attivista alla Afp. «Non c'è posto per chi sponsorizza la guerra dei separatisti». I promotori dell'azione di blocco hanno tuttavia precisato di non volere ricorrere alla violenza o di fare irruzione nei magazzini della Mercury.

(Con fonte Askanews)