25 gennaio 2020
Aggiornato 20:00
Impedire importazione con pretesto merci ucraine alimenti da Ue

Ue rinnova le sanzioni alla Russia? Mosca lancia un embargo contro l'Ucraina

La Russia dal 1 gennaio, per proteggere il proprio mercato, introduce contro l'Ucraina dazi e un embargo alimentare, in un'azione che appare come una risposta al rinnovo delle sanzioni Ue contro la Russia

MOSCA - La Russia dal 1 gennaio, per «proteggere il proprio mercato» introduce contro l'Ucraina dazi e un embargo alimentare, in un'azione che appare come una risposta al rinnovo delle sanzioni Ue contro la Russia.

Le misure di Mosca e di Kiev
Ad annunciare le misure il primo ministro russo Dmitry Medvedev: «L'Ucraina ha detto che dall'inizio del prossimo anno inizia, senza mezzi termini, l'attuazione della parte economica dell'accordo di associazione con l'Unione europea. In queste circostanze, è necessario proteggere il nostro mercato, e i nostri produttori, per impedire l'importazione, con il pretesto di merci ucraine, di alimenti da altri paesi» Ue contro i quali Mosca ha varato un embargo ad agosto 2014, in risposta alle sanzioni europee per la crisi ucraina.

Dazi e embargo
In pratica, questo significa che dal 1 gennaio 2016, per quanto riguarda l'Ucraina si applicano dazi doganali previsti dalle tariffe dell'Unione economica eurasiatica, ha detto Medvedev. Inoltre, ha ricordato, con il 1 gennaio 2016 l'Ucraina subirà da parte russa misure economiche di ritorsione in relazione alla sua adesione alle sanzioni anti-russi UE e degli Stati Uniti. «Nel mese di agosto di quest'anno, abbiamo esteso le misure ad un certo numero di paesi: Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Montenegro, Albania. Con il divieto di importazione di prodotti agricoli da lì, materie prime e prodotti alimentari». Ora «tali misure saranno estese all'Ucraina», ha detto Medvedev.

Prorogate le sanzioni Ue alla Russia
Intanto, l'Unione europea ha prorogato di sei mesi le sanzioni economiche contro la Russia. La decisione avrà effetto con la pubblicazione nella gazzetta ufficiale Ue, prevista per domani. Questo, nonostante l'impegno del governo italiano a rivedere la questione.

(Con fonte Askanews)