7 giugno 2020
Aggiornato 02:30
Indecisi e alta affluenza potrebbero mettere fuori gioco i sondaggi

Spagna, massima incertezza a una settimana dal voto

L'attenzione degli analisti è su quali alleanze potrebbero dar luogo ad un esecutivo di coalizione sufficientemente stabile, in vista di una legislatura in cui i problemi (austerity e crisi catalana in primis) non mancheranno di certo.

MADRID - A meno di una settimana dal voto, resta massima l'incertezza sull'esito di quelle che per la Spagna sono le più importanti elezioni politiche dal 1982: tanto che la stima dell'affluenza parla di un possibile 80%, un dato che di fatto rende poco affidabili i sondaggi, peraltro assai contraddittori.

L'ultima rilevazione in ordine di tempo, quella di Metroscopia pubblicata oggi dal quotidiano El Pais, rimette i socialisti del Psoe in seconda posizione davanti a Podemos, annullando così il sorpasso a sinistra certificato nei gironi scorsi da el Confidencial. Il tutto alla vigilia dell'unico dibattito testa a testa fra il leader socialista Pedro Sanchez e il premier conservatore Mariano Rajoy, al momento sicuro della maggioranza relativa e impegnato in una campagna all'insegna dell'immobilismo più assoluto pur di non rischiare di perdere voti.

Metroscopia accredita il Partido Popular del 25,3% delle preferenze contro il 21% dei socialisti: dato il complicato sistema di attribuzione dei seggi è difficile quantificare il numero dei deputati, ma in media il Pp ne otterrebbe 109 e il Psoe 90, entrambi ben lontani dalla maggioranza assoluta di 176 seggi. In calo invece la nuova destra di Ciudadanos (C's), con il 18,2%, che si vedrebbe superato da Podemos (19,1%) pur ottenendo alla fine un identico numero di deputati, 60 ciascuno.

Un quadro che conferma la fine del bipolarismo assoluto che ha dominato il panorama politico dagli anni Ottanta: i maggiori partiti rimarrebbero quindi i più votati (vicini al 50% del totale) ma privi della possibilità di formare dei governi monocolori. L'attenzione degli analisti è su quali alleanze potrebbero dar luogo ad un esecutivo di coalizione sufficientemente stabile, in vista di una legislatura in cui i problemi (austerity e crisi catalana in primis) non mancheranno di certo.

Il Pp avrebbe tutte le carte in regola per poter continuare a governare altri cinque anni, seppure in coabitazione: in linea di principio infatti potrebbe giovarsi di un'alleanza con la destra «moderna» di C's, insufficiente di per sé secondo l'ultima rilevazione (supererebbe al maggioranza solo se entrambi i partiti arrivassero al massimo della forchetta di seggi, improbabile dato che pescano nello stesso elettorato) ma alla quale si potrebbero aggiungere altre formazioni regionali come Coalicion Canaria. L'incognita però è se il partito di Albert Rivera (considerato dai sondaggi il politico più capace) accetterà di legarsi con la formazione rispetto alla quale si è presentata sempre come alternativa e che ha duramente criticato accusandola di corruzione.

Lo stesso discorso vale per i socialisti e Podemos, alleati/nemici la cui somma tuttavia è ben lontana dalla soglia necessaria: di fatto - scartata l'ipotesi di una «Grande coalizione» Pp-Psoe che nessuno ha finora evocato - C's è ad oggi l'unico partito che è sicuro di poter governare, o con i popolari o con i socialisti, eventualmente con un appoggio di Podemos; quello di un «tripartito» Psoe - Podemos - C's è di fatto l'incubo di Rajoy, anche se i negoziati per una piattaforma di governo comune si presenterebbero assai complicati.

Sta di fatto che data l'altissima percentuale di indecisi, la volatilità dell'elettorato e la possibile alta partecipazione al voto le previsioni della vigilia lasciano il tempo che trovano: tutto è ancora possibile, compresa una replica del clamoroso sorpasso del 2004 che portò José Luis Rodriguez Zapatero alla Moncloa ai danni proprio di Rajoy. Un esito che Sanchez tenterà di ripetere approfittando dell'occasione del dibattito di domani e insistendo ancora una volta sul «voto utile» a spese di Podemos, nella speranza di uno sprint finale che regali al Psoe qualche punto percentuale.

(con fonte Askanews)

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