16 maggio 2021
Aggiornato 10:00
Attacco alla Francia

«Troppi estremisti in Francia per garantire prevenzione»

Lo ha detto ad askanews Alessandro Politi, analista politico e strategico e direttore della Nato Defense College Foundation, tracciando un primo quadro sull'attacco terroristico a Parigi.

ROMA - «I francesi stanno facendo del loro meglio, ma il numero di estremisti presente in Francia da anni sta superando le loro capacità di prevenzione». Lo ha detto ad askanews Alessandro Politi, analista politico e strategico e direttore della Nato Defense College Foundation, tracciando un primo quadro sull'attacco terroristico a Parigi.

In Francia di jihadisti indottrinati ce ne sono molti
«Non dubito che i francesi trarranno nuove lezioni da questa tragedia - aggiunge Politi - e che probabilmente preverranno tutto la prossima volta, ma la condizione è oggettivamente difficile. Faccio presente che il ministro degli interni Valls aveva avuto avvisaglie che qualcosa stava per succedere ed era molto inquieto, ma con le avvisaglie non si fa la prevenzione. Nel senso che quando tu hai bisogno di prevenire hai bisogno di intelligence su cui imbastire l'azione e questo purtroppo non era disponibile».
Per l'analista la vera domanda da porsi sui fatti di Parigi è legata alle rivendicazioni: «quella dell'Isis c'è, certo non basta dire sono stato io per affermare che sia vero, ma i francesi considerano attendibili queste rivendicazioni a livello politico». E' però anche vero «che in Francia di jihadisti indottrinati ce ne sono molti». "Siamo comunque passati - prosegue Politi - ad uno stadio superiore da quello del lupo solitario o dell'autoindottrinato».

Quale la situazione rispetto all'Italia?
«Dal 1999 si riesce a non avere morti in Italia per attentati jihadisti, ci sarà anche una componente di fortuna, ma c'è anche il lavoro che è l'evoluzione del metodo Pisanu, per cui si presta costante attenzione alle aree di gravitazione sia reali che virtuali del jihadismo e si bruciano le cellule quanto prima, anche se il caso giudiziario non è solido. Aggiungiamo che c'è poi un profilo politico che riesce a non polarizzare subito le attenzioni indesiderate, oltre al tradizionale ruolo logistico dell'Italia in decenni di trame terroristiche».

Non bisogna però abbassare la guardia
«L'evento pseudoreligioso è sempre sfruttabile ed è chiaro che la vulnerabilità per i grandi eventi (vedi Giubileo ndr) è sempre da mettere in conto qualunque sia la qualità della rivendicazione. Gli italiani comunque, per una serie di fattori, alcuni sotto controllo anche no, sono riusciti finora ad evitare fatti violenti. Se vedi armi o movimenti di denaro e gli apparati trasmettono segnali corretti ai decisori politici questi si muovono su uno spartito che finora è stato abbastanza efficace».

(con fonte Askanews)