19 gennaio 2020
Aggiornato 07:30
La «crisi» cinese

Il dragone cinese invecchia e rallenta: c'è bisogno di figli

I dati economici cinesi sono strettamente legati a una delle storiche notizie giunte dall'Estremo Oriente in questi giorni: il superamento della politica del figlio unico.

PECHINO - La crescita dell'economia cinese al 6,5% l'anno nel periodo tra il 2016 e il 2020 sarà sufficiente per centrare gli obiettivi. Lo ha affermato il presidente della Cina Xi Jinping, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Xinhua indicando che un tasso di crescita del Pil intorno al 6,5% l'anno nei prossimi cinque anni sarà sufficiente per centrare l'obiettivo del del Partito di raddoppiare il Pil procapite tra il 2010 e il 2020.

Basta figli unici
In realtà, i dati economici cinesi sono strettamente legati a una delle storiche notizie giunte dall'estremo oriente in questi giorni: il superamento della politica del figlio unico. Perchéil forte invecchiamento della popolazione cinese ha un chiaro impatto sulla crescita economica, con un declino del 3% della popolazione in età lavorativa in Cina tra il 2015 e il 2030, secondo le stime delle Nazioni Unite. 

Dragone vecchio e stanco
Il dragone cinese, insomma, sta diventando sempre più vecchio, e anche meno dinamico dal punto di vista economico: il Pil ha decelerato al 6,9% nel terzo trimestre 2015, per la prima volta in sei anni al di sotto della barriera psicologica del 7%. Questo dato è meglio interpretabile se pensiamo che otto anni fa riusciva a superare il 14% - il doppio di adesso -.Il timore, dunque, è che il futuro della Cina finisca per assomigliare all'attuale Giappone, vecchio e stagnante.

Primo passo
Così, la rimozione della politica del figlio unico è un primo passo per modificare questa prospettiva. Un passo che non è detto sarà sufficiente e soprattutto non produrrà risultati immediati. In più, molti giovani cinesi segnalano come il costo di mantenimento dei figli, in particolare per l’istruzione, sia una delle barriere maggiori alla possibilità di avere famiglie numerose. Per risolvere tale problema, sarà necessario puntare su una riforma del welfare.