23 giugno 2017
Aggiornato 14:00
Partito Navalny ko alle regionali, denuncia brogli

Russia Unita porta a casa la stragrande maggioranza dei Governatori

È destinata a trascinarsi a lungo la polemica scaturita dal voto di ieri in Russia, con l'opposizione extraparlamentare aggrappata con le unghie e con i denti al 6% che sostiene di aver ottenuto nella piccola e periferica Kostroma, poi smentito dai risultati ufficiali.

MOSCA (askanews) - È destinata a trascinarsi a lungo la polemica scaturita dal voto di ieri in Russia, con l'opposizione extraparlamentare aggrappata con le unghie e con i denti al 6% che sostiene di aver ottenuto nella piccola e periferica Kostroma, poi smentito dai risultati ufficiali. Nonchè la polizia che ha perquisito i locali uffici di monitoraggio indipendenti, scatenando le accuse via Twitter degli oppositori del Cremlino, a partire da Mikhail Khodorkovsky. E ancora il fronte putiniano, che proprio là in queste ore ha organizzato una manifestazione «antiMaidan», ovvero contro i movimenti che puntano a destabilizzare l'assetto governativo, come accaduto in Ucraina. Mentre Russia Unita si porta a casa la stragrande maggioranza dei governatori.

Per le elezioni regionali si votava in 42 «soggetti» della Federazione Russa - repubbliche, regioni, territori - per eleggere 21 governatori, 11 parlamenti regionali e 23 amministrazioni comunali. E altre aree rurali per un totale di 83 bacini di voto, sparsi per l'immenso territorio russo. Russia Unita, il partito di governo filo Putin, ha fatto una campagna a tappeto, ma il leader del Cremlino non ha prestato più di tanto il suo volto, a parte un noto servizio fotografico dove si allenava in palestra e faceva colazione con il capo del partito, l'attuale premier Dmitry Mevedev. Chiaro segnale di appoggio, anche se da qualcuno frainteso come la rinascita del tandem.

Alle elezioni hanno partecipato decine di milioni di elettori. Sul campo erano all'opera 124 mila poliziotti. Il ministero dell'Interno non ha riportato gravi violazioni delle elezioni, a differenza degli osservatori indipendenti. Al contrario il presidente della Commissione elettorale centrale Vladimir Churov ha detto di non essere stato mai tanto soddisfatto del lavoro dei funzionari di polizia per garantire l'ordine nelle elezioni. Lo stesso Churov ieri sera denunciava un tentativo di attacco hacker al sito della Commissione, «proveniente dagli Usa».

Sicuramente la lotta più feroce per gli elettori tra l'opposizione filoccidentale e i rappresentanti dei partiti parlamentari è stata proprio Kostroma. Il partito Parnas, parte della cosiddetta coalizione democratica, fondato dal defunto Boris Nemtsov, non ha superato la barriera del 5% alle elezioni per la piccola Duma regionale. A dichiararlo il capo della sua sede elettorale Leonid Volkov. Nei primi exit poll, l'istituto di sondaggi VTsIOM dava Parnas al 2,6%, ma nel partito, e in particolare il nemico numero uno di Putin, Aleksey Navalny, hanno insistito sul fatto che i loro exit poll indicavano il 6%. Secondo uno dei suoi ultimi tweet Russia Unita in questa città avrebbe preso il 47%, i comunisti il 18%, Russia Giusta il 15%, i liberali di Vladimir Zhirinovskij il 7%, e Parnas il 6%.

Attivisti e osservatori a Kostroma hanno riferito violazioni di massa, tra cui il cosiddetto «voto di crociera», dove gli elettori sono trasportati in autobus ai diversi seggi elettorali, per votare in ciascuno di essi. Ma soprattutto le operazioni di voto hanno preso una piega drammatica con la polizia che ha preso d'assalto gli uffici di Kostroma del gruppo di monitoraggio delle elezioni indipendente, denunciato dall'ex magnate del petrolio Khodorkovsky. Gli attivisti hanno detto che l'operazione di polizia era destinata a evitare che gli osservatori denunciassero violazioni di massa.

Volkov ha sostenuto che RPR-Parnas aveva presentato circa 20 denunce ufficiali di violazioni nella regione. Il gruppo di monitoraggio elettorale Golos ha detto di aver ricevuto segnalazioni di oltre 1.400 presunti casi di frode elettorale, 99 nella regione di Kostroma. Tuttavia, il vice capo della commissione elettorale centrale, Leonid Ivlev, ha detto di aver ricevuto solo cinque denunce da tutta la Russia.

Ilya Yashin, già stretto alleato di Nemtsov, era uno dei due candidati a Kostroma per RPR-Parnas. «Russia Unita ha il monopolio della televisione e risorse amministrative», ha detto Yashin. La campagna a Kostroma ha visto Yashin brevemente arrestato, mentre i suoi discorsi sono stati interrotti dalla polizia, nonostante il suo pubblico fosse davvero ridotto.

Le regionali sono comunque considerate la prova generale per le elezioni per la Duma che si terranno tra un anno esatto. A parte Kostroma, i cui risultati sono in netto ritardo, proprio per i disordini che si sono verificati, il resto offre una cartina della Russia estremamente filoputiniana, con percentuali più che bulgare.

Nelle elezioni dei governatori, quasi tutti i capi delle regioni, secondo i dati preliminari, portano a casa la vittoria al primo turno, e la stragrande maggioranza spetta a Russia Unita. Solo il capo ad interim della regione di Irkutsk non è stato in grado di evitare il ballottaggio. Sergei Eroschenko arriva al 49,56% dopo lo spoglio di oltre il 98% delle schede dalla commissione elettorale. Il suo rivale più vicino Sergei Levchenko (comunisti) raggiunge il 36,66%. La votazione per il secondo turno si svolgerà il 27 settembre.

Il governatore della regione di Leningrado, Alexander Drozdenko, che rappresenta Russia Unita, ottiene l'82,1% dei voti. Il candidato di Russia Unita Beniamin Kondratyev con il 92,5% delle schede scrutinate guadagna l'83,85% dei voti alle elezioni a governatore della regione di Krasnodar. Il capo intermedio di riferimento della Regione di Rostov Vasily Golubev vince con un ampio margine il mandato di governatore, con il 78,66% dei voti (il 94,21% scrutinato).

Nella Repubblica di Mari El, il candidato di Russia Unita Leonid Markelov sale a capo della regione con il 50,78% dei voti. I rappresentanti dei partiti politici di opposizione che partecipano alle elezioni per il governatore della regione di Kamchatka hanno riconosciuto i risultati delle votazioni, dove vince Vladimir Ilyukhin, anche in questo caso del partito Russia Unita con il 75,48% dei voti.

Invece a vincere come governatore della regione di Smolensk sarebbe Alexei Ostrovsky, un candidato del Partito Liberal Democratico (con il 94,21% scrutinato). Per la regione di Omsk a vincere è Viktor Nazarov, Russia Unita: ha portato a casa il 60,02%. Sempre Russia Unita vince a Sakhalin (Oblast): Oleg Kozhemyako ha raccolto il 67,8% dei voti.

La corsa a presidente del Tatarstan con il 96.65% delle schede scrutinate vede riconfermarsi Rustam Minnikhanov, con il 94.53% degli elettori a suo favore. A capo della regione autonoma ebraica, il candidato di Russia Unita, Alexander Levintal ha vinto le elezioni con il 75,42% degli elettori. A capo della regione di Bryansk va Alexander Bogomaz di Russia Unita con il 79,96% dei voti.

Governatore della Regione di Kaliningrad è Nikolai Tsukanov che vince al primo turno con il 70,47% per cento dei voti (98% scrutinato). Governatore della regione di Kaluga è Anatoly Artamonov con il 72,19% dei voti. Russia Unita si afferma anche nella regione di Penza: 86,05% per Ivan Belozertsev, ad Arkhangelsk con Igor Orlov con oltre il 53% dei voti.

Il governatore ad interim della regione di Kemerovo, Aman Tuleyev, che è a capo della regione dal 1997 e che rappresenta Russia Unita, ha vinto con la maggioranza assoluta dei voti: 96.69%, qualcosa di più persino delle quote bulgare. I risultati ufficiali delle elezioni saranno annunciati in una riunione della Commissione elettorale.