5 dicembre 2019
Aggiornato 22:30

Gb, referendum Ue, battuta d'arresto per Cameron in Parlamento

I parlamentari britannici hanno inflitto nella notte tra lunedì e martedì un'imbarazzante sconfitta al primo ministro David Cameron sul referendum sull'appartenenza all'Unione Europea (Ue), anche se hanno votato a favore della convocazione del voto

LONDRA (askanews) - I parlamentari britannici hanno inflitto nella notte tra lunedì e martedì un'imbarazzante sconfitta al primo ministro David Cameron sul referendum sull'appartenenza all'Unione Europea (Ue), anche se hanno votato a favore della convocazione del voto.

La battaglia di Cameron
Questa battuta d'arresto alla Camera dei Comuni riguarda una questione tecnica, ma illustra bene la battaglia in cui Cameron è coinvolto per mantenere nei ranghi gli euroscettici del suo stesso partito prima del voto, previsto entro la fine del 2017. Si tratta della prima sconfitta dell'inquilino di Downing Street alla camera bassa, dove può contare su una maggioranza risicata dalla vittoria alle elezioni politiche di maggio.

Bruciante sconfitta
Il governo voleva ammorbidire le regole abituali, note sotto il nome di «purdah», che impediscono ai ministri di effettuare annunci che possano modificare il risultato di un voto nei 28 giorni di campagna elettorale o referendaria. Le sue intenzioni si sono però scontrate con la realtà dei fatti: 312 voti contrari e 285 a favore, con 37 parlamentari conservatori che hanno disatteso le indicazioni del partito. Gli euroscettici conservatori hanno unito i loro voti con quelli dei laburisti e dei nazionalisti dello Scottish National Party. Comunque, come previsto nella terza lettura del testo, la Camera dei Comuni ha votato a favore dello svolgimento del referendum entro la fine del 2017, con 316 voti contro 53. Il testo dovrà essere valutato dalla Camera dei Lord.

In attesa di riforme importanti
Cameron ha annunciato che farà campagna elettorale per la permanenza della Gran Bretagna nell'Ue, ma solo se otterrà riforme importanti visto che ritiene necessario cambiare i trattati fondatori dell'Unione. E c'è anche la questione delle agevolazioni sociali agli immigrati originari dell'Ue. Cameron vuole inoltre ottenere poteri accresciuti per Londra e riservarsi la possibilità di affrancarsi da ogni ulteriore politica di integrazione. Domenica da un sondaggio è per la prima volta emerso che oggi i britannici voterebbero per un'uscita dall'Ue al referendum.