23 luglio 2024
Aggiornato 04:30
Un primo blitz contro l'Isis

Cameron rivela: già attivi in Siria contro l'Isis da fine agosto

Il primo ministro britannico David Cameron ha rivelato oggi che le forze del Regno unito hanno lanciato già a fine agosto un primo attacco in Siria contro lo Stato islamico

LONDRA (askanews) - Il primo ministro britannico David Cameron ha rivelato oggi che le forze del Regno unito hanno lanciato già a fine agosto un primo attacco in Siria contro lo Stato islamico (Isis).

Azione di autodifesa
Cameron ha spiegato di aver dato all'aeronautica Raf il via libera per uccidere tre militanti Isis, due dei quali di cittadinanza britannica. «In un'azione di autodifesa...Reyaad Khan è stato ucciso in un attacco aereo di precisione realizzato il 21 agosto da un drone della Raf mentre viaggiava in un veicolo nell'area di Raqqah in Siria», ha detto in Parlamento il capo del governo britannico.

Presenza diplomatica o militare?
L'annuncio è giunto in una giornata ricca di discussioni a proposito dell'intervento dei Paesi Occidentali in Siria contro lo Stato islamico. Federica Mogherini ha chiarito che nel Paese l'Unione Europea è «presente sin dall'inizio, non sul fronte militare, ma su quello politico e diplomatico». L'alto rappresentante Ue per gli affari esteri ha chiarito che l'obiettivo da inseguire è quello di «mettere intorno allo stesso tavolo le parti in conflitto»«Tutto quello che stiamo facendo in Siria è nell'ambito della coalizione internazionale contro lo Stato Islamico: in questa partita l'Ue è presente sin dall'inizio, non sul fronte militare, ma su quello politico e diplomatico», ha detto Mogherini, intervista da Sky Tg24, «La strada qui è provare a mettere intorno allo stesso tavolo le diverse parti in conflitto in Siria, chiaramente non l'Isis, ma sostenere il processo che le Nazioni Unite stanno cercando di rivitalizzare e trovare una transizione per la Siria, che veda le diverse parti protagoniste del futuro del Paese».

Nodo Iran
L'accordo sul programma nucleare di Teheran può rappresentare un buon viatico. «Credo», ha proseguito Lady Pesc, «che l'accordo che abbiamo raggiunto con l'Iran a luglio possa aprire nuove prospettive in questa direzione, perchè è chiaro a tutti che c'è bisogno di un coinvolgimento delle potenze regionali per facilitare questo tipo di transizione. L'altro aspetto su cui l'Ue unita sta lavorando sulla crisi in Siria è quello umanitario, con un'enorme quantità di fondi e un'enorme quantità di progetti anche dentro la Siria, sul territorio siriano».

Ricerca di una soluzione politica
E' chiaro, ha concluso Mogherini, «che questa enorme massa di persone che sta vivendo la guerra da più di quattro anni ha bisogno di trovare sostegno non soltanto nella protezione quando arriva in Europa ma anche nel sostegno e nell'accoglienza quando arriva in Turchia, Libano o Giordania o quando è intrappolata nel territorio siriano. La nostra unità nella ricerca di una soluzione politica alla crisi è totale».