18 agosto 2019
Aggiornato 17:00
Nella regione scontri quotidiani e violenze

Turchia, leader filocurdo avverte: elezioni infattibili nel Sud-Est

Il capofila del partito filocurdo, Selahattin Demirtas, ritiene "impossibile" l'organizzazione di elezioni legislative anticipate il 1 novembre in quelle regioni del Sud-est della Turchia, teatro quotidiano di scontri tra le forze militari turche e i ribelli curdi

ANKARA (askanews) - Il capofila del partito filocurdo, Selahattin Demirtas, ritiene «impossibile» l'organizzazione di elezioni legislative anticipate il 1 novembre in quelle regioni del Sud-est della Turchia, teatro quotidiano di scontri tra le forze militari turche e i ribelli curdi.

Nell'Est mancano le condizioni per organizzare elezioni
«Non ci sono le condizioni nell'Est per organizzare delle elezioni (...) Se continua la violenza, le elezioni non potranno svolgersi», ha detto Demirtas, citato dall'edizione online del quotidiano Hürriyet. «I nostri compagni che sono tornati da quella regione non ci raccontano nulla di buono», ha aggiunto il copresidente del Partito democratico dei popoli, evocando le recenti missioni di compagni di partito in visita nella regione a maggioranza curda.

Le scelte di Ankara
L'Hdp ha ottenuto un netto successo alle legislative del 7 giugno, raccogliendo il 13% dei voti e 80 seggi su 550. Un risultato che ha impedito all'Akp, il partito del presidente Recep Tayyip Erdogan, di assicurarsi la maggioranza assoluta che aveva dal 2002. A fine luglio la Turchia ha lanciato una «guerra contro il terrorismo» che vuole sconfiggere il gruppo jihadista dello Stato islamico, ma soprattutto i ribelli del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK). Da oltre un mese, le operazioni militari dell'esercito turco e gli attentati del Pkk contro le forze dell'ordine si succedono a ritmo quotidiano e, secondo un bilancio provvisorio, le violenze sono costate la vita a 70 militari e a un migliaio di ribelli.