9 dicembre 2019
Aggiornato 13:00

Libia, trovati altri 200 corpi dopo il naufragio di un barcone

A darne notizia è il Guardian. Erano partiti in 400 da Zuara

ROMA (askanews) - Fino a 200 corpi di migranti sono stati trovati al largo di una dei principali centri del traffico di esseri umani sulla costa libica, scrive il quotidiano britannico The Guardian, citando una fonte di Medici senza Frontiere. Una nave della guardia costiera libica ha trovati i corpi a circa un chilometro da Zuara, porto della Libia occidentale da cui parte un gran numero di barconi di migranti diretti in Italia.

Circa duecento morti ritrovati in mare vicino alle coste libiche
Una fonte della sicurezza di Zuara ha detto che a bordo di un barcone c'erano circa 400 persone molte delle quali sono rimaste intrappolate nello scafo quando si è capovolto. Secondo un rappresentante di Medici senza Frontiere, che partecipa ai soccorsi, circa 40 corpi sono stati trovati in un peschereccio semiaffondato, trascinato verso al costa dalla marea. Altri 160 corpi galleggiavano nei pressi e circa 201 sopravvissuti sono stari soccorsi. Alcuni corpi sono stati portati a riva, altri sono stati lasciati in acqua tutta la notte perchè la guardia costiera non ha luci a bordo della sue imbarcazioni. Tra le vittime, cittadini di paesi dell'Africa sub sahariana, pakistani, siriani, marocchini e bangladeshi, ha detto al fonte della sicurezza. Secondo un bilancio fornito dalla Mezzaluna rossa all'Afp i morti sarebbero 76.

L'Onu sta lavorando per un nuovo vertice
L'Onu sta lavorando per un nuovo round del dialogo inter-libico da tenersi la prossima settimana a Ginevra nell'ambito degli sforzi per la formazione di un governo di unità nazionale in Libia e porre fine così al caos nel Paese Nordafricano. Lo riferisce il quotidiano panarabo "al Hayat" che cita un portavoce dell'organismo internazionale. Le due giornate dell'ennesimo round del dialogo inter-libico facilitato dall'inviato Onu per la Libia, Bernardino Leon, iniziato ieri nella località marocchina Skhirat, sono state tenute senza la presenza dei delegati di uno dei principali interlocutori; ovvero il Congresso Nazionale Generale, il parlamento che sostiene il governo Islamico di Tripoli e non riconosciuto dalla comunità internazionale. Alla vigilia della riunione di Skhirat, infatti il capo della delegazione del Congresso di Tripoli, Saleh al Makzoum ed il membro Mohammed Mazab hanno presentato entrambi le loro dimissioni" desertando i colloqui. Gli islamici di Tripoli contestano all'inviato Onu di non aver inserito nel testo dell'accordo politico. Verso la fine di luglio, le parti libiche, tra cui il parlamento di Tobruk riconosciuto dalla comunità internazionale e i sindaci di diversi comuni, in primis quello di Misurata, hanno firmato il testo di un accordo per innescare un processo politico che ponga fine al caos libico.