15 ottobre 2019
Aggiornato 18:30
Il fondo da 50 mld era già stato proposto da Bruxelles nel 2011

Grecia, al via il difficile iter delle privatizzazioni

Il governo greco ha avviato l'ambizioso programma di privatizzazioni che rappresenta un elemento cardine nell'accordo per il terzo pacchetto di aiuti da 86 miliardi di euro

ATENE (askanews) - Il governo greco ha avviato l'ambizioso programma di privatizzazioni che rappresenta un elemento cardine nell'accordo per il terzo pacchetto di aiuti da 86 miliardi di euro. Entro il 2017, secondo il memorandum, Atene deve realizzare incasi da cessioni di asset pubblici di almeno 6,4 miliardi per alimentare il fondo da 50 miliardi di euro.

Tanti annunci e pochi risultati
La vendita di aziende e beni pubblici in Grecia finora è una storia di delusioni e annunci non rispettati. Già nel 2011, quando esplose la crisi del debito greco, il governo aveva annunciato un piano di dismissioni da 50 miliardi entro il 2015 e la Commissione europea aveva proposto la creazione di un fondo ad hoc. Il risultato è stato pari a zero. Nuovo annuncio di vendita dei gioielli di famiglia con l'esecutivo Samaras e avvio di una serie di operazioni, tutte bloccate a gennaio da Tsipras subito dopo la vittoria alle elezioni. Ma il capo di Siryza ha dovuto fare una clamorosa retromarcia per siglare il nuovo piano di aiuti con i creditori.

Porti, società ferroviarie e per l'elettricità
A Ferragosto l'agenzia di Atene per le privatizzazioni (Hradf) ha annunciato il timing per la presentazione delle offerte relative ai porti del Pireo e di Salonicco e alla società ferroviaria Trainose. E due giorni dopo è arrivato il via libera della vendita di 14 aeroporti regionali alla tedesca Fraport per 1,23 miliardi, le stesse condizioni che avevano garantito alla società che gestisce lo scalo di Francoforte di vincere la gara l'anno scorso. Sulla rampa di lancio c'è anche Admie, la società che gestisce la rete elettrica, ma il capitale della società deve essere ancora trasferito alla Hradf. All'agenzia fanno capo invece 35 edifici pubblici, l'aeroporto di Atene, la Hellenic Petroleum, la principale raffineria del paese. Mentre non c'è la Ppc, primo produttore di energia elettrica della Grecia. La società è controllata dal ministero dell'energia e gli ultimi tre ministri si sono opposti alla cessione. Alla Hradf sono stati conferiti i porti del Pireo e quello di Salonicco (quest'ultimo quotato in borsa con una capitalizzazione di 230 milioni), mentre non figura la quota nella Ote, operatore telefonico controllato d Deutsche Telekom. Lo Stato controlla ancora il 10% che ai valori di borsa vale circa 500 milioni di euro. La missione di Hradf è vendere, valorizzare o liquidare gli asset in portafoglio) stimolando l'arrivo di investitori esteri. Resta il fatto che negli ultimi 20 anni gli unici a investire in Grecia sono stati i tedeschi di Deutsche Telecom che controllano la Ote e i cinesi di Cosco che gestiscono un terminal del porto del Pireo, e a breve la Fraport (controllata dal municipio di Francoforte e dal Laender dell'Assia). Sono state conferite al fondo anche le società idriche di Atene (Eydap) e Salonicco (Eyath). La prima capitalizza 600 milioni di euro e 520 l'altra. Nel 2013 il governo avviò la privatizzazione delle due società che venne stoppata dalla Corte costituzionale.

Partecipazioni pubbliche in banche
Poi ci sono le partecipazioni pubbliche in alcune banche. La Hradf detiene il 66% di Alpha Bank (valore intorno agli 850 milioni di euro), il 35,4% di Eurobank (220 milioni), il 57,2% di National Bank of Greece (1,6 miliardi) e il 66,9% di Bank of Piraeus (400 milioni).

Concessioni su porti e aeroporti
Infine alla Hradf sono state conferite le concessioni su 10 porti e 39 aeroporti regionali (tra cui i 14 venduti a Fraport), la lotteria di Stato, lo stoccaggio di gas di Kavala, i diritti di voto in Hellenic Post, le frequenze di telefonia mobile, i diritti economici delle autostrade. Fa capo al ministero delle finanze invece la nuova società Radio tv di Stato, la Nerit che o scorso anno ha realizzato 192 milioni di ricavi e un risultato positivo di 91 milioni. Il ministero dei trasporti controlla invece la metro di Atene (247 milioni di ricavi e 127 milioni di perdite), la società della rete ferroviaria Ose (813 milioni di ricavi e utili per oltre 340 milioni), e la società di progettazione e servizi di trasporto Ergose (283 milioni di ricavi e utili per un milione).