20 ottobre 2019
Aggiornato 07:30
Lavori iniziati lunedì scorso

Israele, la protesta dei cristiani palestinesi contro il nuovo tratto di muro

Diverse decine di cristiani palestinesi, sostenuti da attivisti stranieri e da almeno tre preti, si sono radunati a Beit Jala, vicino Betlemme, per impedire la costruzione del muro di separazione da parte degli israeliani

BEIT JALA (askanews) - Diverse decine di cristiani palestinesi, sostenuti da attivisti stranieri e da almeno tre preti, si sono radunati a Beit Jala, vicino Betlemme, per impedire la costruzione del muro di separazione da parte degli israeliani. I sacerdoti hanno cercato di pregare tra gli ulivi per impedire alle ruspe di sradicarli, ma sono stati fermati dalle forze di sicurezza israeliane. Un manifestante è stato arrestato per aver cercato di piantare un ulivo davanti a una pala meccanica.

Muro iniziato nel 2002
Le forze israeliane sono intervenute di forza contro un gruppo di manifestanti quando ha cominciato a intonare «Israele è uno Stato terrorista. Non ci spaventa». Israele ha iniziato a costruire il muro nel 2002, in piena intifada, per sventare attacchi dalla Cisgiordania; lungo circa 712 chilometri, al momento risulta completato per i due terzi. I palestinesi lo hanno ribattezzato il muro dell'"apartheid».  La costruzione del muro nella zona di Beit Jala e nella valle di Cremisan è stata a lungo contestata dalla comunità cristiana palestinese locale, che ha cercato anche il sostegno del Papa.

Verso una nuova espansione?
La vicenda aveva attirato forte attenzione per il fatto che inizialmente il muro doveva passare tra un monastero e un convento dell'ordine salesiano. Ma il 2 aprile scorso la Corte suprema israeliana aveva bocciato tale percorso, invitando il governo a valutare altri tragitti. Tuttavia, in una nuova sentenza emessa il 6 luglio scorso, la Corte Suprema ha autorizzato la costruzione del muro, precisando che il divieto di costruire emesso ad aprile riguarda solo poche centinaia di metri tra il monastero e il convento. I bulldozer israeliani hanno iniziato lunedì scorso a sradicare gli ulivi, con grande sorpresa degli abitanti di Beit Jala. Secondo i palestinesi, il percorso del muro serve a Israele per espandere i vicini insediamenti di Gilo e Har Gilo, ritenuti illegali dalla comunità internazionale.